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“Sarà pronto entro il 2017, niente e nessuno ci fermerà”. Dieci anni fa a Messina veniva presentato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. Il triste anniversario di un decennio di speranze riposte nel cassetto 

Il Ponte sullo Stretto sarà pronto entro il 2017, niente e nessuno bloccherà la realizzazione“. Parole che oggi risuonano come un macigno: sono trascorsi dieci anni e Reggio Calabria e Messina sono ancora separate da una striscia di mare

Esattamente dieci anni fa al Palacultura di Messina la città intera partecipava a un momento solenne che avrebbe dovuto sancire la svolta: veniva presentato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina.

Il Ponte, diceva l’allora ministro Matteoli “sarà pronto entro il 2017, niente e nessuno bloccherà la realizzazione“. Parole che a rileggerle adesso lasciano l’amaro in bocca e che risuonano come un macigno. Quello di oggi è un triste anniversario,  dal momento a distanza di dieci anni Reggio Calabria e Messina sono ancora separate da una striscia di mare.

Abbiamo avuto 40 anni per pensarci, per riflettere, per fare tutte le valutazioni possibili sui pro e sui contro. Adesso l’opera si deve fare”- diceva dieci anni fa il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. “Il Ponte non creerà problemi, anzi si realizzeranno opere che serviranno a tutta la provincia di Messina. I soldi ci sono tutti, anche quelli per i lavori propedeutici. Il Ponte non costerà allo Stato ma sarà il mercato che lo pagherà”.

Il progetto coinvolse un centinaio di professori e ingegneri di fama internazionale, 12 istituti scientifici e universitari e 39 società in tutto il mondo. In occasione dell’incontro al Palacultura dieci anni fa veniva presentata anche l’intera squadra, di eccellenze planetarie, che avrebbero dovuto occuparsi della realizzazione del ponte sospeso più lungo al mondo. I lavori dovevano partire a gennaio 2011 e comprendevano la realizzazione di opere propedeutiche, come la stazione ferroviaria di Gazzi e le stazioni intermedie di Papardo, Annunziata e Viale Europa. Ma di fatto il progetto si fermò all’esecuzione delle indagini topografiche e geognostiche, sia a Messina che a Reggio Calabria: il 23 dicembre 2009 partirono i lavori per la variante ferroviaria di Cannitello, per risolvere un’interferenza con il futuro cantiere di una delle torri del Ponte, poi tutto si fermò.

ponte strettoA mettere una pietra tombale sul progetto del Ponte ci pensò il governo Monti, con una scelta “motivata dalla necessità di contenimento della spesa pubblica”.

Oggi di quasi un secolo e mezzo di progetti e annunci restano le carte e le penali a carico dello Stato e i nodi vengono al pettine. A maggio scorso i deputati nazionali di Forza Italia Matilde Siracusano e Nino Germanà, il senatore reggino di Forza Italia Marco Siclari e dei sindaci di Messina e Villa San Giovanni Cateno De Luca e Giovanni Siclari, hanno presentato un esposto-segnalazione alle Procure del Lazio, Sicilia e Calabria, per promuovere ogni opportuna iniziativa volta ad accertare e perseguire i danni erariali derivanti dalla mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Non fare il ponte sullo stretto è stata una scelta scellerata, che ha causato un “danno erariale” di centinaia di milioni di euro.

L’ultima chance per realizzare il Ponte sullo Stretto resta l’Europa. Recentemente L’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, proposto dalla deputata Elvira Amata, sul Ponte sullo Stretto di Messina come raccomandazione al Governo.

“Realizzare la grande opera attraverso l’impiego dei fondi comunitari– ha dichiarato la deputata messinese – è una possibilità che abbiamo il dovere di considerare in ogni suo aspetto. Va ricordato che il rischio concreto, nel caso di mancato utilizzo di circa 20 miliardi di euro, è che queste somme vengano perdute e siano, di fatto, restituite al mittente. Abbiamo l’obbligo di provarci per portare l’intero meridione d’Italia a risollevarsi”. Sempre all’Ars martedì 18 febbraio si riunirà l’intergruppo Parlamentare Continuità Territoriale Sviluppo per Infrastrutture e Ponte sullo Stretto, nelle speranza che sempre più forze parlamentari aderiscano al progetto.

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