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Mafia: padre agente ucciso, ‘Se Graviano sa qualcosa parli, io disposto ad incontrarlo’ (2)

(Adnkronos) – Poi, Agostino si pone delle domande. “Come mai i Graviano in quegli anni avevano tutti quei soldi da riuscire a costruire un albergo di lusso come l’Hotel San Paolo Palace a Palermo?”, un albergo a 5 stelle poi confiscato alla mafia. “Chi gli diede i permessi? Lui c’entra nel giro dei servizi segreti? Insomma, ci sono catene e catenelle. Chi gli ha dato il permesso di costruire in via Messina Marine, il suo feudo mafioso? Ci deve dire dove ha preso questi soldi”. L’hotel San Paolo Palace di via Messina Marine è stato ormai confiscato ai capimafia di Brancaccio, i fratelli Graviano, ed è proprietà dello Stato. Dopo il maxisequestro della Guardia di finanza al nuovo tesoro dei Graviano, è emerso che un dipendente dell’albergo è “da sempre uomo fidato dei boss”, come hanno spiegato i pentiti Fabrizio Iannolino e Fabio Tranchina. “Giuseppe Arduino è il capomandamento di Brancaccio”, ha messo a verbale Tranchina.
Vincenzo Agostino ora vuole la verità: “Perché Graviano non parla? Deve portare i fatti, non le mezze parole”, ribadisce con forza. E ricorda che anche sua moglie, morta di recente, “voleva la verità”. “Glielo devo”…”, dice con un soffio di voce. “Mi aspetto che Giuseppe Graviano dica la verità, la sacrosanta verità. Io non aspetto altro che verità”. E aggiunge: “Ma i pm glielo chiederanno? Punto interrogativo. Non lo so se gliela faranno questa domanda specifica”. E dice ancora che “bisogna abbattere questo muro di gomma”.
“I responsabili devono pagare – sollecita Agostino – se Graviano è all’altezza di raccontare queste cose, le dica. Chi deve pagare paghi”. “Finalmente oggi abbiamo un paese più libero. Una nazione più linda e pulita. Io ci credo nella giustizia. Perché lo Stato siamo noi. Credo nella gioventù che sta crescendo che oggi non ne vuole più sapere di lacci e lacciuoli che sono in giro. I giovani vogliono chiarezza. Se sanno devono parlare”.