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Mafia: arresti Partinico, ‘mi vado a levare questa spina… bidone di benzina e gli diamo fuoco’

Palermo, 6 feb. (Adnkronos) – E’ Riccardo Di Girolamo, pregiudicato di Mazara del Vallo ai domiciliari a Marsala, che Alfonso Scalici contatta per comunicargli il suo progetto di uccidere Michele Giacalone, il giovane mazarese reo di non aver ancora pagato una partita di un chilo di cocaina da circa 45mila euro. Una comunicazione, scrive la Dda di Palermo nel decreto di fermo nei confronti di Scalici, che ha una doppia valenza: “richiedere al proprio interlocutore di promuovere un intervento da parte di terzi” per convincere Giacalone a pagare e chiedere, “consapevole delle regole che vigono in Cosa Nostra, implicitamente, un nulla osta a procedere in territorio altrui” all’eventuale omicidio.
“… Faccio passare un po’ di tempo e mi vado a levare questa spina dal dito … lo devo andare ad ammazzare … Ultimamente con mio compare e un altro picciotto abbiamo pensato ce l’andiamo a prendere ce lo mettiamo nel furgone ce ne andiamo verso Gallitello… ce ne andiamo verso Gallitello… ci buttiamo un bidone di benzina gli diamo fuoco … e prima che fanno il riconoscimento… guanti di paraffina… cose… non c’è ne sono più!” dice Scalici a Di Girolamo. “Ma questo vero è venuto da me e mi ha fottuto un chilo di coca?” aggiunge.
Scalici però non abbandona l’idea di un ulteriore tentativo di recuperare i soldi e Di Girolamo, in una telefonata successiva, gli fa sapere di aver fatto giungere il messaggio a Giacalone. “Gliel’ha detto l’amico nostro che già pazienza ne abbiamo avuta tanta – dice Di Girolamo – ‘Non è che quello si mangia il pane da dietro la nuca’ gli ho detto… se ha fatto finta di niente fino ad oggi e gli ho detto ‘però spiegagli che non ha più dove andare’ nel senso che non deve più perdere tempo e che intenzioni ha”.