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Intercettazioni: Malan, ‘Stato-moloch contro libertà fondamentali’

Roma, 13 feb. (Adnkronos) – ‘Il decreto-legge intercettazioni distrugge l’inviolabilità del domicilio e la segretezza della corrispondenza e delle comunicazioni. Due principi costituzionali fondamentali, che distinguono uno Stato di diritto dalla peggiore dittatura. E in commissione la maggioranza M5S-Pd-Iv-Leu sta ulteriormente peggiorando un testo già devastante per i diritti degli italiani”. Lo dice Lucio Malan, vicecapogruppo di Forza Italia al Senato.
“Basterà un pretesto qualsiasi -spiega- per trasformare i telefoni cellulari in spie, che ‘persino da spenti’ invieranno a server stranieri non solo conversazioni, immagini, testi, ma anche le immagini e i suoni degli ambienti dove si trovano, anche in bagno e in camera da letto per intendersi. Tutto questo sarà accessibile non solo a magistrati, funzionari e collaboratori dei tribunali, senza significative garanzie contro una loro manipolazione o diffusione illegale, ma anche a ignoti operatori dei server esteri, che li potranno usare per ricatti, diffamazioni, distruzione dell’immagine, spionaggio. Nel frattempo, uno potrà essere messo sotto processo per decenni per l’interpretazione di una frase detta in casa propria, grazie alla contestuale abolizione della prescrizione.
“Si configura -conclude Malan- uno Stato-moloch a cui si sacrifica le libertà fondamentali dei cittadini. Le dittature del passato non erano mai arrivate a tanto, perché non avevano la tecnologia, ma persino in Cina oggi il governo non osa dire pubblicamente che spia i cittadini.”