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Pomeriggio di paura e apprensione a Gambarie, bambina vola dallo slittino e rimane immobilizzata a terra. Il drammatico racconto del suo papà. “Aveva gli occhi sbarrati. Cerco la dottoressa che ha soccorso mia figlia, vorrei ringraziarla”

slittino

Fortunatamente, come racconta il padre della bimba, l’incidente di ieri pomeriggio a Gambarie non ha avuto conseguenze gravi. Adesso, superata la paura per la figlioletta, il genitore avrebbe piacere di ringraziare personalmente la dottoressa che per prima lo ha aiutato nei soccorsi: “Ci terrei a ringraziarla. Nella fretta, non ho preso né il suo nome, né il cognome!”

Momenti di paura e di forte apprensione ieri pomeriggio sulle piste di Gambarie per i familiari di una bambina di 10 anni, che mentre giocava sullo slittino è uscita fuori dalla pista, impattando violentemente con la schiena su un dosso. La piccola per svariati minuti è rimasta immobilizzata a terra.

A raccontare tutti i dettagli del concitato pomeriggio di ieri è il padre della bimba, che ha deciso di affidare a StrettoWeb anche un appello rivolto ad una giovane donna medico: “un angelo” accorso sul posto per soccorrere la sua bambina.

Ecco il racconto del drammatico pomeriggio di ieri, inviato dal papà della bimba alla nostra redazione.

Ieri mattina ho deciso con alcuni familiari di portare le mie bimbe sulla neve a Gambarie. La giornata era iniziata splendidamente, le bambine con lo slittino, giocavano serenamente con i cuginetti!

Verso le 17 decidiamo di concludere la giornata facendo rientro a casa! Però mia figlia la più grande (10 anni) , mi prega di fare un ultimo giro con slittino, così acconsento.

Nell’eseguire la discesa, lo slittino devia verso un lato della pista dove c’era un dosso, la bambina lo prende in pieno e vola dallo slittino, sbattendo con la schiena a terra! Immediatamente si alza, sbarra gli occhi, e ricade a terra, non riesce a respirare, gli occhi sono sbarrati, tutti noi accorriamo intorno a lei.

A breve distanza vede la scena una ragazza, che prontamente con i suoi amici, giunge vicino a me e mia figlia, si identifica come una dottoressa e iniziamo i primi soccorsi io e lei! La bambina è immobilizzata a terra.

Nel frattempo tutte le persone accorse creano un cerchio intorno a noi, alcuni chiamano il 118 e spiegano il fatto, ma la risposta del 118 è ” non abbiamo cosa fare, fino che arriva l’ambulanza la sopra e un eternità, chiamate il soccorso alpino”! Allora un altro signore chiama il soccorso alpino e la risposta del soccorso alpino è ” le piste sono già chiuse, noi siamo andati via”! Allora essendo io un vigile del fuoco (precario) , decido di chiamare il mio comando, compongo il 115 e spiego al collega tutto l’accaduto, e chiedo di fare intervenire una nostra squadra del distaccamento di Gambarie, in modo che grazie all’ attrezzatura in dotazione sul mezzo (barella spinale, ecc), cercavo di immobilizzare la bambina e trasportarla dalla pista al più vicino pronto soccorso. Nel frattempo la bambina aveva ripreso la funzionalità delle gambe (le muoveva) , aveva ripreso a parlare! Tempestivo l’intervento dei miei colleghi sul posto. Però si decide con la dottoressa che imbracare la bambina, comporterebbe l’impossibilità del trasporto in macchina. Facciamo un ultimo triage sulla bambina, e di comune accordo, la carichiamo sulla mia auto, direzione ospedale Riuniti. Fortunatamente rimaniamo fino alle 23 in ospedale dove una dottoressa (precaria) del pronto soccorso fa eseguire tutti gli accertamenti del caso, e stabilisce che la bambina non ha avuto fortunatamente danni interni, ma solo un piccolo trauma tra le spalle e la schiena. Ora il mio pensiero da ieri pomeriggio è: e possibile che nel 2020 in una località come Gambarie, ci può essere un emergenza seria e non c’è nessun tipo di soccorso urgente? È possibile che solo i miei colleghi sono tempestivi, ma inermi al trasporto? Abbandonati pure loro! Tutto è andato fortunatamente bene, ma se la gravità fosse stata un’altra? Se fosse stato in pericolo maggiore di vita mia figlia, come chiunque altro cittadino?”.

Lettera firmata.

Fortunatamente, come racconta il padre della bimba, l’incidente non ha avuto conseguenze gravi. Adesso, superata la paura per la figlioletta, il genitore avrebbe piacere di ringraziare personalmente la dottoressa che per prima lo ha aiutato nei soccorsi: “Ci terrei a ringraziarla personalmente. Nella fretta, non ho preso né il suo nome, né il cognome!”. Nel caso in cui la dottoressa si dovesse riconoscere nel racconto, può contattare la nostra redazione, provvederemo a metterla in contatto con il papà della bambina.

Gambarie, il Soccorso Alpino risponde al padre della bambina caduta dallo slittino sulle piste