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Emergenza dialisi a Reggio Calabria: “siamo al paradosso”

dialisi

“Respinto per l’ennesima volta il progetto per la realizzazione a Reggio Calabria di un Centro di Dialisi privato per 18 posti rene”

“Il Commissario alla Sanità in data 20/1/20 , contravvenendo a ben 2 sentenze del Tar , respinge per l’ennesima volta il progetto per la realizzazione a Reggio Calabria di un Centro di Dialisi privato per 18 posti rene, presentato dal 2017, che avrebbe consentito in appena 3 mesi di risolvere il dramma dei pazienti Reggini che debbono emigrare per essere sottoposti a trattamento dialitico trisettimanale. 

– la normativa regionale che regola il rilascio delle autorizzazioni a costruire strutture sanitarie (art. 8-ter DL 502-92) dice che per ottenere il rilascio deve esistere su un dato territorio il fabbisogno dì prestazioni sanitarie. In atto il fabbisogno esiste perché pazienti di Reggio Calabria (almeno 5) continuano ad andare a Messina, per non parlare dei pazienti del comune di Reggio che dializzano a Scilla e a  Melito. Per non parlare anche del dato statistico di 17 nuovi pazienti l’anno che entrano in dialisi solo nel comune di Reggio . Per non parlare della mancanza di posti-Rene per la dialisi dei pazienti oriundi di Reggio o per quelli in vacanza che vogliono venire per brevi periodi nella nostra città! Se sulla stessa area insistono più progetti edilizi ha diritto di precedenza l’ordine cronologico, a prescindere se pubblico o privato. Il mio progetto è del 2017! 

– L’Asp di Reggio ha gia’ esplicitato il fabbisogno di 28 posti rene per pazienti nel comune di Reggio Calabria, mentre in atto ha creato solo 6 posti ( 3 al GOM e 3 a  Melito)! 

– Esiste poi una inchiesta in procura su perché la Regione non vuole seguire gli indirizzi del Tar sul rilascio di questa autorizzazione. Pare che esista addirittura il sospetto di mendaci attestazioni e di abuso d’ufficio (non si conosce per quale motivo) alla base di questo diniego, senza tenere conto che la soluzione con il privato sarebbe entro pochi mesi, dando comunque modo al Servizio Pubblico di programmare nei suoi tempi tecnici lunghi (almeno 2-3 anni) di realizzare ulteriori posti-rene.  

Risalta il comportamento di un rappresentante regionale della ANED (Pasquale Scaramozzino) che continua a pressare la struttura Commissariale con lo slogan che I dializzati calabresi, contrariamente al resto d’Italia,vogliono solo il Servizio Pubblico (ma perché il Privato a Messina si’ e a Reggio no?) e perché a Montalto Uffugo si’( tutti e due centri di proprietà di FRESENIUS-NEPHROCARE)!  

Sembra che il materiale di consumo per la dialisi ( per la maggior parte fornito da FRESENIUS) le ASP e le Aziende Ospedaliere lo acquistino a prezzi di gran lunga più alto rispetto ai Centri Privati. Perché per 10 anni il Centro Dialisi del GOM ha sfruttato i propri posti – rene al 50/100 lasciando che i pazienti dovessero recarsi in un Centro Privato a Messina , e solo da un anno lavorano a pieno regime? e qui mi fermo.

Dott. Nicola Maria Ilacqua”.