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Coronavirus, Palermo (Anaao): “errori commessi a Codogno, negli ospedali mancano mascherine e guanti”

ospedale coronavirus

Carlo Palermo (segretario nazionale dell’Anaao Assomed) ha denunciato la scarsità di risorse per far fronte all’emergenza coronavirus in alcuni centri ospedalieri del nord Italia

Una denuncia sulla scarsità di risorse per far fronte all’emergenza coronavirus in alcuni centri ospedalieri del nord Italia. In particolare, sembra che il focolaio si sia sviluppato dal piccolo ospedale di Codogno. “Evidentemente in alcune realtà non c’erano guanti, mascherine e tute per tutti, per il semplice fatto che siamo stati costretti a chiudere intere strutture in Veneto e Lombardia”. Lo dice il segretario nazionale dell’Anaao Assomed (Associazione Medici Dirigenti) Carlo Palermo a Effetto Giorno di Alessio Maurizi su Radio 24. “Questo perché evidentemente non vi era un’organizzazione tale da far fronte all’arrivo di casi infettivi, cioè di pazienti non riconosciuti che sono stati ricoverati in reparti ordinari. E questo ha creato il problema, perché ora gli operatori e le strutture che sono entrati a contatto con i casi vanno messi in quarantena. La situazione è nota da tempo – ha continuato Palermo a Radio 24 – . Non erano a disposizione i cosiddetti dispositivi di prevenzione individuale, che sono dei kit costituiti da mascherine apposite, guanti, camice monouso e occhiali per poter controllare i pazienti che presentavano segni di infezione delle alte vie aeree”.  “Noi siamo in una condizione di depauperamento del personale (mancano 50mila tra medici, infermieri e operatori sanitari) e soprattutto sono stati ridotti i posti letto”, ha concluso Palermo.