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Catanzaro-Reggina: il gol di Rivas, le maglie scambiate e la nonna calabrese che si arrabbia. Tratto da una storia vera…

nonna e nipote Foto di repertorio

Storia simpatica e accaduta davvero: è quella che racconto in prima persona. I protagonisti? Io, mia nonna, Doumbia e Rivas…

Oggi vi voglio raccontare una bella storia. Non inizierò con ‘C’era una volta…’, perché non si tratta di una favola. No, assolutamente. E’ tutto vero. Potremmo quindi cominciare (o finire) con ‘Racconto tratto da una storia vera’. Documentata. Sì. Da chi? Da me. Proprio da me, il sottoscritto, l’autore di questo articolo.

Reggio Calabria, 26 febbraio 2020. Sono le 22. Doumbia manda a dormire l’avversario e serve d’esterno Rivas, che mette dentro. Ha segnato la Reggina. Vantaggio amaranto a Catanzaro. A quell’ora, anzi in quel preciso istante, una grossa ‘fetta’ di città esplode di gioia. Chi al ‘Ceravolo’, chi da casa o nei bar. Tutti ad esultare. Tranne una. Mia nonna. Sì, avete capito bene. Si tratta di mia nonna. La nonna – ripetiamo – del sottoscritto, dell’autore di questo articolo.

E’ sua abitudine, quando guarda le partite con me, chiedere sempre, appena arriva: “Cu su i nostri?” (chi sono i ‘nostri’, cioè qual è la nostra squadra o che colore di maglia ha?). La mia risposta è: “i russi” (gli amaranto) o “i bianchi”, a seconda della divisa da casa o da trasferta. Ieri sera, stranamente, non lo ha fatto. Nessuno, tra i presenti, si è chiesto il perché. Troppa tensione, troppa attenzione alla partita. Ma tutti, io sicuramente, pensavamo avesse capito che ieri – i nostri – fossero “i bianchi”.

Ma torniamo al gol di Rivas. Ha appena segnato. Festa grande a casa mia, tra urla, abbracci e felicità. Poi ci fermiamo un attimo. Mia nonna esclama: “Puru l’applausu si mmeritannu, signunu e ci faciti tutta sta festa?” (ah, adesso si meritano anche l’applauso, loro segnano ed esultate pure?). Mia nonna è arrabbiata, ha segnato il Catanzaro e noi esultiamo? “No nonna, ‘i bianchi’ siamo noi, abbiamo segnato noi, ha segnato la Reggina”, gli spiego. “Ah, i nostri signaru? (i’ nostri hanno segnato?’) E non mu putiuvu diri prima? (Non me lo potevate dire prima?) Mannaia a cussì… Bravi, bravi!” E si lascia andare ad un applauso di gioia, ma leggermente a scoppio ritardato, quando ormai passavano il replay ed il Catanzaro era pronto a rimettere il pallone al centro. Inutile dire come la sua affermazione abbia provocato una risata generale. Risata poi proseguita, tornando al campo, al fischio finale, dopo più di 20 minuti di sofferenza.

Ma la serata di ieri è destinata a rimanere nella storia. Non solo per l’importanza della vittoria, in un derby, in trasferta, con ulteriore allungo sulla seconda, ma anche perché – quantomeno per me – ha racchiuso questo simpatico aneddoto che sicuramente avrò difficoltà a dimenticare. Un aneddoto, dicevamo. Anzi un racconto. ‘Un racconto tratto da una storia vera…’