Calabria, il Capitano Ultimo deve ancora iniziare ma la sinistra ha già lanciato la macchina del fango tra ardite giravolte e imbarazzanti ipocrisie

Regione Calabria, la nomina del Capitano Ultimo ha scatenato gli addetti ai lavori: da sinistra è già partita la macchina del fango

Il Capitano Ultimo è stato nominato ieri Assessore all’Ambiente della Regione Calabria: la scelta della neo-governatrice di Forza Italia, Jole Santelli, ha già fatto molto rumore. In Calabria e non solo: Ultimo non è uno qualunque. E’ una figura molto importante della lotta alla criminalità organizzata, è uno dei più grandi esperti di ambiente ed ecomafie a livello mondiale, ha guidato per 15 anni il NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri) con risultati straordinari in favore dell’ambiente ed è costretto a vivere da 26 anni nascosto da un passamontagna per tutelare la propria incolumità. La mafia, infatti, non gli ha mai perdonato l’arresto di Totò Riina del 1993, quando guidava l’unità Crimor dei Carabinieri.

Calabria, la rivoluzione di Jole Santelli inizia dal Capitano Ultimo: il Colonnello Sergio De Caprio nominato Assessore all’Ambiente [VIDEO e DETTAGLI]

capitano ultimo santelliIl Capitano Ultimo deve ancora iniziare il suo lavoro: non ha fatto niente e se la sua attività in Calabria porterà risultati importanti o si rivelerà un clamoroso flop non può ancora dirlo nessuno. Intanto, però, da sinistra è già partita la macchina del fango. Insinuazioni, polemiche, insulti che francamente stonano con il contesto in cui Ultimo arriva in Calabria. Raccontiamo da anni una Regione travolta da scandali e inchieste, spesso proprio nel settore ambientale, e tre settimane fa abbiamo commentato un risultato elettorale figlio proprio della bocciatura della sinistra che con il Presidente uscente Mario Oliverio (Pd) ha governato la Regione per 5 anni combinandone di tutti i colori.

capitano ultimo santelliTanti esponenti del mondo della sinistra calabrese polemizzano sulla scelta di Jole Santelli. L’arrivo del Capitano Ultimo proprio non gli va giù. Le critiche più diffuse sono del tipo: “Che abbiamo votato a fare, se poi nominano Assessori esterni?“, e ancora, “Che competenze ha Ultimo nel settore dell’Ambiente?“. E poi ancora: “Questa nomina certifica la morte della politica che è sempre più impotente e si deve affidare a sceriffi e super poliziotti“.

Per qualcuno, poi, il problema è proprio nel passamontagna dietro cui Ultimo è costretto a nascondersi da 26 anni. Il noto editore e giornalista di Reggio Calabria, Franco Arcidiaco, ha scritto su facebook: “Chi si nasconderà dietro questo abile travestimento? Poveri noi la fiction al potere!“. E Massimo Canale, candidato a Sindaco di Reggio nel 2011, ha scritto: “Credo sia, tra l’altro, vietato partecipare alle sedute di organi legislativi con il volto coperto. Ma piace e fa effetto, come le cubiste in discoteca“. In un’altra discussione, confrontandosi con altri esponenti della politica locale, ha ribadito tutte le proprie attenzioni sul passamontagna di Ultimo: “vedremo se sarà la persona giusta, a volto scoperto però. A chi avrei dato l’assessorato all’ambiente tra gli eletti? Anche a un esterno, ma senza camuffo“.

Insomma, sembra quasi che per alcuni tra i più qualificati professionisti della sinistra calabrese, Ultimo si diverta a nascondersi come se fosse un bambino a Carnevale. La realtà è molto più drammatica: è un gesto necessario per non farsi ammazzare. La sua colpa più grande, adesso che è diventato Assessore calabrese, sarebbe proprio quella di doversi nascondere il volto dai mafiosi! Sembra quasi che questi autorevoli personaggi siano tornati in Calabria dopo cinque anni, senza accorgersi di nulla. E dimenticando anche molto del pregresso.

consiglio regionale calabriaSi scandalizzano per un assessore esterno, come se il popolo votasse gli assessori. I calabresi hanno regolarmente eletto il governatore e i consiglieri regionali: in base alle leggi vigenti, è il governatore a nominare gli Assessori e può scegliere liberamente tra tutti i cittadini (eletti e non eletti, candidati e non candidati). Sembra di sentire i leader populisti e qualunquisti che si scandalizzano per i “premier non eletti dal popolo“: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte. Ci fanno la tiritera da anni: “Tutti messi lì dalla kasta, è un colpo di stato1!1!1“. E poi giustamente arriva l’intellettuale illuminato che spiega con saccente erudizione ciò che in realtà è tremendamente banale perchè in qualsiasi università umanistica si studia al primo anno: l’Italia è una Repubblica Parlamentare, non c’è l’elezione diretta del Premier che viene nominato dal Presidente della Repubblica su indicazione dei gruppi parlamentari. Ma come si può, contemporaneamente, considerare ignoranti e populisti coloro che si lagnano del fatto che da 9 anni non abbiamo un Premier eletto dal popolo, e poi scandalizzarsi se il Presidente di una Regione nomina un Assessore esterno agli eletti?

santelli russoJole Santelli si è insediata Lunedì 17 Febbraio alla Cittadella Regionale di Catanzaro. Ad accoglierla con un mazzo di fiori e un dossier sul lavoro svolto negli ultimi 5 anni è stato il prof. Francesco Russo, Vice Presidente della Giunta Oliverio. Russo è stato nominato in Giunta come Assessore ai Trasporti e addirittura Vice Presidente. La volete sapere una cosa? Era un esterno! E Oliverio – che nella sua legislatura ha cambiato Giunta 4 volte – nel 2015 ha nominato una Giunta esclusivamente di esterni: 5 docenti universitari e 2 professionisti, tutti esterni alla politica e al consiglio regionale. Questa è stata la Calabria negli ultimi anni. E la politica “perderebbe“, “morirebbe” perchè sarebbe “impotente” adesso che la Santelli ha nominato Ultimo? Ci vuole l’analisi di un luminare per appurare che la politica – assessori interni o esterni che siano – in Calabria e non solo, è morta già da molto tempo?

Eppure lunedì alla Cittadella Regionale, Jole Santelli ha dato una lezione di stile: “ringrazio il vice presidente Russo e Mario Oliverio con cui mi sono sentita telefonicamente e con il quale appena tornerà in Calabria ci incontreremo. Personalmente io e la mia squadra prenderemo il meglio dell’esperienza di Centro/Sinistra senza nessun pregiudizio“, ha detto. In queste parole la politica può rinascere. E’ proprio questa, infatti, la forza della politica. Il riconoscersi in avversari ma non nemici. Il rispetto reciproco e la serietà anteposti alle posizioni di parte.

Jole Santelli si insedia alla Cittadella regionale: “sono molto emozionata. Prenderemo il meglio dell’esperienza di Oliverio” [FOTO]

Anche sui paladini simbolo dell’antimafia, i “magistar e i super poliziotti“, le polemiche della sinistra stonano con la storia della sinistra stessa. Quella sinistra che ha accompagnato e sostenuto la discesa in campo di De Magistris, ex magistrato, oggi Sindaco di Napoli, sulle orme di Antonio Di Pietro, ex magistrato e due volte Ministro della Repubblica nei governi Prodi (1996 e 2006). Più recentemente ci aveva provato Renzi con Gratteri (anche in quel caso era un esterno, però andava bene a tutti!), ma fu bloccato da Napolitano.

A collezionare incarichi esterni è stata Maria Carmela Lanzetta: Ministro per gli affari regionali del governo Renzi nel 2014 e Assessore alla cultura della Regione Calabria della Giunta Oliverio nel 2015, ovviamente più esterna che mai sia al Governo che alla Regione.

Lo stesso Partito Democratico ha eletto in parlamento Maria Grazia Laganà, vedova di Francesco Fortugno, e nell’europarlamento Rita Borsellino, sorella di Paolo Borsellino.

Tutte persone straordinarie. Testimoni di una vita difficile, simboli emblematici della lotta alla criminalità organizzata. Ma non li ricordiamo per provvedimenti politici che hanno portato risultati particolarmente positivi. Hanno rappresentato un vessillo, un simbolo appunto. Meglio di niente. Ben vengano, nella Repubblica che in parlamento ha visto Ilona Staller e il leader no global Francesco Caruso, il “sovversivo a tempo pieno“, come ama definirsi.

Ci auguriamo però che il Capitano Ultimo per la Calabria sia qualcosa di più. Perchè qui siamo ridotti così male che bandiere e vessilli non ci bastano.

Ieri rispondendo a Franco Arcidiaco su facebook, il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro ha scritto: “Però quando il Pd portava in parlamento le vedove delle vittime delle mafie, quando ha sposato e sostenuto le discese in campo di magistrati che “non l’avrebbero mai fatto”, andava tutto bene… Noi abbiamo fatto una scelta diversa, non di facciata, perchè la legalità la pratichiamo non la predichiamo. Il Colonnello De Caprio è l’uomo giusto al posto giusto, si occuperà di Ambiente, di rifiuti, depurazione, bonifiche, aree protette. Ed è molto preparato su questi temi“. Soltanto se sarà davvero così, potremo raccontarne risultati concreti con ripercussioni positive sulla Calabria e sui Calabresi. Perchè di belle persone messe lì soltanto a dare un’immagine di facciata a un palazzo che marciva dentro, ne abbiamo già viste tante. La nomina di Ultimo è un primo passo rivoluzionario, perchè non è un simbolo messo lì per sventolare. E’ un tecnico esperto di ambiente e contrasto al crimine che viene in Calabria con l’incarico preciso di occuparsi di ambiente e contrastare il crimine.

Se ci riuscirà o meno, lo racconteremo nei prossimi anni. Di certo è un buon primo passo anche per la politica, perchè dopo anni di Giunte travolte da scandali, inchieste, manette e processi, probabilmente già basta una presenza così “ingombrante” per bloccare in partenza chi ha intenzione di “sgarrare” dalla retta via. E non è certo un caso se Jole Santelli ha voluto presentare Ultimo per Primo (perdonate il gioco di parole).

Per concludere, una riflessione a margine. Stamattina una figura storica della politica e della cultura calabrese come Marilina Intrieri, sempre militante nel Centro/Sinistra (è stata parlamentare con il Pd), ha rilasciato una dichiarazione forte apprezzando la scelta di Jole Santelli: “con la nomina di Ultimo ha lanciato un messaggio forte e coraggioso. L’ambiente è una materia cruciale, la più importante per il nostro territorio. Dinnanzi ad azioni di governo orientate all’interesse collettivo, tutti devono fare la loro parte per dare forza e aiutare i calabresi. Per questo io non avrò difficoltà a riconoscermi nella sua azione di governo se essa, come lei promette, sarà di grande spessore, scevra da interessi di parte“. Come è “chiaro a molti – ha concluso Intrieri – io non ho votato per Jole Santelli, ma non nascondo che per le tante battaglie fatte in favore delle donne in politica e la stima che ho per lei, donna politica, so che se fossi stata una donna calabrese non impegnata in politica avrei votato per lei“.

Ecco. Se davvero la politica vuole ritrovare una leadership decisionale, deve ripartire dall’eleganza di Jole Santelli con Oliverio e l’amministrazione uscente. Dall’onestà intellettuale di Marilina Intrieri. Pensiamo alle parole con cui Obama si complimentò con l’acerrimo rivale Donald Trump per l’elezione a Presidente degli USA: la politica è forte se mette dei paletti comuni oltre i quali non si può andare. E in Italia, a maggior ragione in Calabria, il Capitano Ultimo dovrebbe essere uno di quelli. Per ciò che rappresenta. Per ciò che ha già ampiamente dimostrato di essere. Una grande occasione, un motivo di orgoglio già solo il fatto che abbia accettato; una benedizione per questa terra così bella e difficile. A prescindere da destra e sinistra. Se invece la politica continuerà a dividersi su tutto e litigare soltanto per partito preso, allora conterà sempre di meno. Perchè perderà credibilità e verrà soppiantata da altri poteri. In Italia sta accadendo inesorabilmente da ormai oltre 25 anni, da Tangentopoli in poi. E la storia del Comune di Reggio Calabria negli ultimi 10 anni è particolarmente emblematica: la città è sprofondata nel degrado e nel sottosviluppo a causa delle lotte di una politica dilaniata da guerre partitiche e personali, provocando il commissariamento del 2012 e lo smarrimento di un’intera comunità.

Eppure per qualche scienziato, la politica muore oggi perchè la Santelli nomina Ultimo.

Perbacco, vuoi vedere che hanno ragione?

Avrebbe potuto scegliere tra gli eletti, un Vito Pitaro o un Nicola Paris qualsiasi.

Con rispetto parlando.

Il Capitano Ultimo aveva ragione: il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar e restituisce la scorta al Colonnello De Caprio


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