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Berlusconi, l’arte e la mania per le aste in tv

Roma, 11 feb. (Adnkronos) – Preferisce comprare collezioni intere, quadri per lo più. Soprattutto alle televendite. Raccontano all’Adnkronos che da qualche anno, negli ultimi mesi in maniera più sistematica, Silvio Berlusconi trascorra molto tempo ad Arcore ad acquistare, quasi in maniera compulsiva, oggetti d’arte. Pronto a fare le ore piccole per accaparrarsi un ‘dipinto’ che gli piace. Qualcuno assicura che il Cav in due anni abbia raccolto migliaia di ‘pezzi’. Un modo per staccare la spina e rilassarsi, lontano dai palazzi della politica, ma anche per raggiungere un obiettivo preciso. L’idea dell’ex premier, infatti, riferiscono fonti azzurre, è quella di vendere un giorno tutto quello che ha accumulato per poi devolvere il ricavato in beneficenza.
Il leader azzurro avrebbe confidato questa sua intenzione a Vittorio Sgarbi, che dice all’Adnkronos: ”Berlusconi è in una condizione di pathos da collezionismo davvero estremo… Negli ultimi tempi ha comprato tantissimi oggetti”. Come critico d’arte gli ha dato dei consigli su quali opere puntare? ”Il presidente non segue i miei consigli, visto che io – scherza il deputato di Fi – non avrei comprato queste cose, ma si sa, Berlusconi agisce sempre d’istinto e in questo c’è tutta la sua genialità…”.
Da sempre appassionato di antiquariato, Berlusconi, riferiscono, acquista soprattutto opere di pittura antica e contemporanea. Con qualche predilezione, ultimamente, per l’arte figurativa. Il presidente di Fi, riferiscono, è convinto che al momento della vendita di beneficenza possa sfruttare anche ‘l’effetto cimelio’, ovvero la tentazione di molti a possedere un oggetto appartenuto a Berlusconi.
Lo stesso Berlusconi, due anni fa (nel dicembre 2018), in occasione del suo intervento ai giovani di Fi all’hotel Ergife di Roma, ha confidato questa sua passione per le televendite: ”Passo un sacco di tempo con i miei avvocati a preparare le udienze. Ma seguo molto anche le aste tv. L’altra notte ho visto un quadro molto bello di Van Dyck, ho chiamato e ho fatto un’offerta. Ma quando gli ho detto che ero Silvio Berlusconi prima di chiudere mi hanno risposto con una battuta: ‘Sì, e io sono Napoleone…”.