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Messina e le baracche: “un cuore sofferente che batte e il suo battito scandisce il ritmo della vergogna”

La Sicilia ai Siciliani: “non si possono lasciare vivere migliaia di persone in condizioni sub-umane. Si trovino i poteri speciali o commissariali o emergenziali e si legiferi senza ritardo. Messina, Palermo e Roma ascoltino: se la Politica serve, ecco una buona occasione per dimostrarlo veramente”

Ha ragione chi pone il tema del Risanamento al Centro dell’agenda politica.
Ha ragione chi su di esso investe energie, forze, provocazioni, alza i toni, e chiede conto alla politica.
Dividersi sul Risanamento è come dividersi sulla natura della Trinità: è atteggiamento cieco, privo di prospettiva, non ha senso e offende il senso di umanità, di solidarietà, di dignità e di decoro di una intera comunità.
Il fallimento è lì davanti agli occhi, ci guarda, ci osserva e ci giudica: tutti, nessuno escluso!! E il suo giudizio è spietato!!”-A dirlo è il Direttivo dell’Associazione “La Sicilia ai Siciliani”, che prosegue:
Ma è proprio la consapevolezza del fallimento che ci può riscattare. E la consapevolezza del fallimento deve chiudere quella pietosa scena ingombrata da incidentali improvvisatori, da cinici speculatori, da freddi calcolatori e da impavidi opportunisti. Il tavolo deve essere unico: tutte le forze e le associazioni, tutte le forme e i livelli di rappresentanza, locale, regionale, nazionale, devono dialogare, programmare, pianificare e definire una piattaforma rivendicativa unica. Pronte alla mobilitazione nelle forme democraticamente più aggressive.
Fioriscano evidenti segnali in questa direzione, si diano solide radici e non si aspetti più il miracolo soprannaturale, ma ci si affidi, secondo natura, al lavoro e al servizio serio degli uomini di buona volontà.
Si tacciano i distinguo, i se, i ma, i forse, si tacciano i giudizi sul quel che si poteva fare e non si è fatto.
Si dia voce solo a tutto quanto si possa e di debba fare da qui in avanti.
Si consideri il Risanamento il terreno vero e tortuoso su cui dare prova di civiltà collettiva, e il Sindaco De Luca diventi la testa d’ariete per sfondare il muro della comoda impotenza rassegnata, che non chiede conto né ragione, e tutti insieme si spinga forte nella stessa direzione.
Solo una propulsione fortemente unitaria può cancellare quella ferita che offende tutti.
E ci offende in modo violento perché non è stata la forza umanamente irresistibile del sisma che l’ha causata, ma le umane mediocrità, inettitudine, approssimazione e inanità, riccamente condite da convenienze, da opportunismi e da interessi.
Non può certamente interessare ad alcuno se la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza fosse o meno giuridicamente congruente.
Interessa tutti che non si possono lasciare vivere migliaia di persone in condizioni sub-umane.
Si trovino i poteri speciali o commissariali o emergenziali e si legiferi senza ritardo.
Messina, Palermo e Roma ascoltino: “se la Politica serve, ecco una buona occasione per dimostrarlo veramente“.