Scandalo scommesse nel calcio reggino e siciliano: la precisazione dell’avvocato di Antonino Cormaci

calcioscomese Francesco Mazzitello - LaPresse

Nelle ultime ore è scoppiato un nuovo scandalo per il mondo del calcio anche reggino e siciliano, le prime reazioni

Nelle ultime ore è scoppiato un nuovo caso che riguarda le scommesse nel mondo del calcio, un’indagine che riguarda anche il calcio reggino e siciliano e che ha già portato le prime reazioni. Nel dettaglio sono arrivati deferimenti per 6 società, calciatori e dirigenti, il Procuratore Federale ha eferito al Tribunale Federale Nazionale Gaetano Cutrufo (all’epoca dei fatti amministratore unico del Siracusa Calcio), Graziano Cutrufo (all’epoca dei fatti dirigente dell’ASD Sport Club Palazzolo), Antonino Cormaci (all’epoca dei fatti calciatore dell’ASD Gallico Catona), Fabio Fiocco (all’epoca dei fatti calciatore dell’AS Casmo), Francesco Franco (all’epoca dei fatti dirigente dell’ASD Real) e Marco Levato (nella stagione 2016/2017 calciatore dell’SSD Avis Pleiade Policoro) per una serie di violazioni del Codice di Giustizia Sportiva relative ad attività di raccolta illegale di scommesse su gare di calcio.

Si dichiara estraneo alla vicenda Antonino Cormaci, ecco la nota dell’avvocato: “in relazione alla notizia pubblicata da diversi quotidiani locali in data odierna circa il deferimento di Cormaci Antonino presso il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare – preme evidenziare la totale estraneità dello stesso riguardo i fatti contestati.
Cormaci, come peraltro emerge dagli atti di indagine già in possesso della procura federale, nulla ha a che fare con attività illegale di raccolta di scommesse sportive ed è completamente estraneo anche allo specifico fatto a lui attribuito riguardante la presunta monetizzazione di un assegno. Il deferimento trae spunto da una vicenda giudiziaria, risalente alla stagione 2015-2016, in cui la sua posizione non è assolutamente in discussione. Convinto della legittimità del suo comportamento ha fornito la massima collaborazione depositando memorie difensive e rendendo interrogatorio. Evidentemente ciò non è stato sufficiente. Siamo comunque fiduciosi e convinti di poter dimostrare durante il procedimento disciplinare la correttezza e la lealtà sportiva che hanno sempre contraddistinto il calciatore cormaci Antonino”. Il diretto interessato tiene a specificare come il gioco del calcio sia per lui solo uno sport, una passione ed uno sfogo e quindi non un lavoro, per questo si ritiene completamente estraneo alle accuse.


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