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Reggio Calabria, morte colonnello Fazio: “da 6 anni aspetto di vedere riconosciuto mio padre vittima del dovere, sale la tensione in vista del 14 gennaio”

Reggio Calabria: le parole del figlio del comandate Cosimo Fazio deceduto in servizio

Le parole di Antonino Carlo Fazio, figlio del comandante dei Vigili Urbani di Reggio Calabria Cosimo Fazio morto mentre era in servizio durante uno sbarco di migranti al Porto il 15 agosto 2013. La famiglia attende con ansia il 14 gennaio, giorno in cui davanti al Giudice del Lavoro si attenderà il riconoscimento di vittima del dovere per Cosimo Fazio.

Manca poco…

Augurandomi in un lieto fine, sale la tensione in vista di giorno 14 gennaio, una data che spero possa mettere fine ad una lunga battaglia, che porto avanti da 6 anni, per veder riconosciuto mio padre VITTIMA DEL DOVERE.

Sarà in questo secondo martedì del 2020 che il Giudice del Lavoro si pronuncerà in merito allo status mai riconosciuto dallo Stato Italiano, dopo che mio padre ha perso la vita, nel soccorrere un barcone di migranti, nel primo storico sbarco avvenuto al porto di Reggio Calabria.

Ci tenevo a ringraziare tutti coloro che in questi anni sono stati vicino a me ed alla mia famiglia, sostenendoci nei momenti di scoramento e in quelli dove la delusione cresceva, ogni volta che ci siamo ritrovati, io e mia madre, a ricominciare una nuova battaglia.

Ma volevo anche ringraziare chi, inizialmente, pensava di poter utilizzare la vicenda di mio padre per mera pubblicità o simile, salvo poi sparire senza farsi più sentire….un ringraziamento ovviamente ironico, perché riferito a quelle associazioni sindacali, sia dell’Arma dei Carabinieri che della Polizia Municipale, sia a livello periferico che nazionale che, solo inizialmente e probabilmente mossi da un fattore emotivo ancora caldo, hanno fatto sentire la loro flebile “voce”, salvo poi sparire nel nulla!!!

Proprio a “voi”, che dite di essere dalla parte del lavoratore, di chi rischia la vita con un mestiere tra i più delicati, sarà rivolto il mio pensiero dopo giorno 14, sia in caso di vittoria che di ulteriore sconfitta, perché è giusto che si sappia che un Sindacato, che tale voglia identificarsi, dovrebbe sempre e comunque tutelare il lavoratore e la sua famiglia, ma ho scoperto che invece altro non siete che dei meri politicanti, sciacalli delle sventure altrui!

Ovviamente mi auguro che non tutti i sindacati siano così, ma sono anni che non ricevo una telefonata o leggo mezza riga inerente mio padre e la mia battaglia, così, giusto per renderlo pubblico a chi come me, lotta DA SOLO, contro ingiustizie che dovrebbero riguardare tutti, salvo poi….

Mi auguro di vero cuore, che giorno 14 tutto vada per il meglio e ringrazio nuovamente chi ha dimostrato davvero affetto, non solo a me, ma sopratutto a mio padre!

GRAZIE