Reggio Calabria, il Colonnello Cosimo Fazio riconosciuto “Vittima del Dovere”. L’orgoglio del figlio: “caro papà, ce l’ho fatta”

Reggio Calabria: le parole del figlio del comandate Cosimo Fazio deceduto in servizio

La famiglia del comandante dei Vigili Urbani di Reggio Calabria Cosimo Fazio, morto il 15 agosto 2013 mentre era in servizio durante uno sbarco di migranti al Porto, ha atteso con ansia il 14 gennaio, giorno in cui davanti al Giudice del Lavoro si è atteso il riconoscimento di vittima del dovere per il Colonnello deceduto sul lavoro. Il figlio Antonino Carlo ha pubblicato  su facebook tutto il suo orgoglio:

“GRAZIE!
GRAZIE!
GRAZIE!
GRAZIE!
GRAZIE!
GRAZIE!

6 volte GRAZIE!
6, come questi anni di battaglie senza sosta, che hanno visto me e la mia famiglia impegnata in un vergognoso braccio di ferro con il Ministero degli Interni!

Sono stati anni pesanti, che non mi hanno permesso di piangere mio padre, con la serenità che meritavamo!

Anni che mi hanno visto spesso al tappeto, caduto ad ogni diniego che il Ministero mi presentava, una sorta d’insulto al sacrificio di mio padre e, indirettamente, di tutte le donne e gli uomini che indossano una divisa!

Anni in cui ho dovuto subire anche la stupidità e l’ignoranza di un Onorevole della Repubblica Italiana (calabrese) e di un altro esponente politico, che si permisero di dire che il mio desiderio di giustizia fosse immotivato, perché questi ritenevano (e scrissero pubblicamente) che mio padre fosse un “semplice morto d’infarto”!

Anni in cui ho trovato nuovi amici e, sempre al mio fianco, quelli “Vecchi” che mi sono sempre stati vicino, sollevandomi da terra quando credevo di non farcela più. Gli stessi che hanno gioito oggi nell’apprendere la lieta novella.

Anni che mi sono serviti per crescere e maturare, che mi hanno insegnato tanto, sopratutto a non mollare mai, quando sai di essere nel giusto e sei convinto degli ideali per cui ti batti!

Chiedo scusa a chi, standomi vicino, ha dovuto subire il nervosismo del mio carattere non facile, che nei momenti più duri, mi ha fatto diventare intollerante e con una immensa voglia di star solo…

Ma finalmente, dopo 6 anni, ho vinto la mia battaglia:

PER LO STATO ITALIANO, MIO PADRE È UFFICIALMENTE VITTIMA DEL DOVERE!!!

Ora lo posso dire: “caro papà, ce l’ho fatta!”