fbpx

Reggio Calabria, parla la figlia della donna morta ai Riuniti dopo il “codice Verde” per la glicemia a 512 della signora diabetica: “voglio ringraziare chi ha fatto tutto il possibile, forse c’è ancora una speranza”

Ospedali Riuniti Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, la lettera della figlia della donna morta ai Riuniti

La figlia della signora ricoverata qualche giorno fa presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria per uno sbalzo di glicemia, ha inviato una lettera a StrettoWeb per raccontare la terribile vicenda che ha visto coinvolta la madre. Ecco il testo integrale:

Purtroppo mia mamma non ce l’ha fatta, si è spenta ieri mattina intorno alle 5, fortunatamente non tra sofferenze. In questo momento di dolore e di lutto, un ringraziamento è doveroso farlo. È vero, tante cose a Reggio non funzionano, e la colpa è di più elementi ed individui. Qualche giorno fa la malasanità ha colpito ancora, violando mia mamma della sua dignità, prima di persona ed in secondo luogo in quanto malata ed anziana. Nonostante le sofferenze che il triage ha prolungato, dimostrando ancora una volta di essere un filtro non adatto per la situazione attuale, i dottori sono stati una benedizione. La situazione purtroppo non è mutata anzi è solo peggiorata, ma loro sì che con orgoglio del proprio mestiere ci hanno potuto dire “abbiamo fatto tutto il possibile”. Perché è così che è stato. Il reparto di cardiologia e la dottoressa del Pronto Soccorso che era di turno – di cui non so il nome ma ci terrei tantissimo a ringraziarla per come ha preso le redini in mano, insieme all’infermiera che era con lei quando mia nuora è arrivata con mia mamma – sono stati impeccabili. Fino ad ora avevo sentito parlare bene del reparto di Ematologia e di Ginecologia, adesso posso aggiungere il reparto di Cardiologia e dell’Utic a questo breve elenco dell’ospedale Riuniti di Reggio Calabria. Gli infermieri hanno trattato mia mamma in modo impeccabile, si sono fermati con noi alla fine dei turni raccontandoci quanto più potevano sia a livello medico che a livello umano, in quanto ci raccontavano aneddoti della giornata trascorsa con mia mamma. I medici non hanno lasciato nulla al caso e le hanno tentate tutte, venendo più volte ad informarci della situazione in ogni sua variazione. Noi figli, i fratelli ed i nipoti non ringrazieremo mai abbastanza il dottore Siviglia, che persino nel suo giorno libero è tornato in ospedale per mia madre, per l’operazione di urgenza che il collega si trovava costretto a fare per aiutarlo. Nessuno se lo sarebbe aspettato; il suo l’aveva fatto. Aveva operato già mia madre e con un tatto incredibile per la situazione attuale ci ha spiegato la realtà delle cose, senza infonderci vane speranze e senza peccare mai di umanità. Non credevamo possibile tanta accortezza, empatia, umanità ma soprattutto professionalità. Ringraziarlo, nonostante tutto, non sarà mai abbastanza.
Perciò, alla fine dei conti, forse per il futuro un po’ di speranza c’è. Forse, alla fine dei conti, seguendo questi modelli esemplari come i dottori ed i reparti sopracitati, l’ospedale Riuniti di Reggio Calabria – e la città stessa – un giorno riuscirà ad uscire dalla versione triste e deplorevole in cui versa. Francesca Lupoli.