fbpx

Reggio Calabria, l’Associazione “Dacci una zampa onlus” chiede al Comune la convocazione di un tavolo tecnico per “trovare una soluzione alle problematiche relative al canile di Mortara”

Reggio Calabria: l’Associazione “Dacci una zampa onlus” scrive al comune e lo fa con una pec del 17 gennaio con la quale richiede al primo cittadino la convocazione di un tavolo tecnico per trovare una soluzione alle problematiche relative al canile di Mortara

L’Associazione “Dacci una zampa onlus”, ha scritto al comune di Reggio Calabria attraversi una pec del 17 gennaio con la quale “richiede al primo cittadino la convocazione di un tavolo tecnico per trovare una soluzione alle problematiche relative al canile di Mortara. Dal mese di aprile del 2017, a seguito delle tristi e note vicende che hanno interessato il canile di Mortara, la struttura è sotto sequestro giudiziario e i membri dell’associazione Dacci una Zampa e altri volontari, privati cittadini, da quella data si sono sempre prodigati, per coadiuvare il custode giudiziario nella gestione della struttura. L’incontro viene richiesto affinchè dallo stesso possano emergere soluzioni urgenti e improrogabili relative le problematiche riguardanti la situazione del canile di Mortara e dei cani di proprietà del Comune ivi ospitati. Scrivono i volontari che, sebbene allo stato, la struttura sia posta sotto sequestro giudiziario, è in ogni caso di proprietà del Comune di Reggio Calabria, ente sul quale incombono precisi obblighi. Molti degli incombenti di pertinenza del Comune vengono di fatto espletati dall’ associazione Dacci una Zampa e dai volontari che quotidianamente si avvicendano per garantire i servizi essenziali presso la struttura, nel superiore ed esclusivo interesse dei cani ivi ospitati. Ad oggi infatti il canile è privo di un custode e di personale necessario al corretto andamento della struttura. Inoltre molti dei servizi, e delle spese (ad esempio per manutenzione ordinaria, detersivi, spese mediche, mangimi medicati, e quanto altro necessario per i cani di proprietà comunale) vengono sopportati interamente dall’associazione e dai volontari.  E’ indiscutibile che sebbene i volontari operino perseguendo quelli che sono gli scopi solidaristici propri dell’associazione, gli stessi non possono sostituirsi in tutto e per tutto alle istituzioni, in una problematica, quale quella del canile comunale che immancabilmente si ripercuote sul fenomeno del randagismo che da sempre ha afflitto il territorio comunale e provinciale. La predetta richiesta, concordata con il custode giudiziario e gli altri soggetti che cooperano nella gestione della struttura, scaturisce dopo una serie di vari incontri e richieste rimaste inevase. Solo per fare un esempio ad oggi in canile sono finite le scorte di mangime e da giorni l’associazione e i volontari si autotassano per provvedere all’alimentazione dei cani ospitati e sono costretti a fare appello al buon cuore dei cittadini per garantire il cibo ai cani. Quello che preme sottolineare è che le problematiche sollevate afferiscono i cani di proprietà comunale e non anche i cani riconducibili all’associazione che sono già a totale ed esclusivo carico della stessa.

Per i soci e i volontari i cani sono tutti uguali i quali continueranno ad adoperarsi per garantire il benessere di tutti i cani indistintamente ma è indiscutibile che le istituzioni competenti devono assumersi le proprie responsabilità. Altra pec è stata inoltrata anche alla città Metropolitana di Reggio Calabria per la vicenda riguardante il terreno sito in zona s. Agata interessato da un sequestro giudiziario avvenuto nel mese di aprile 2018. Con nota inviata a mezzo pec il giorno 17 gennaio, l’associazione ha richiesto di conoscere se l’Ente, (come specificato già con una nota del mese di gennaio del 2019) considerata la valenza dell’intervento, sia riuscito a reperire le risorse necessarie per la bonifica dell’area o, a individuare un’area alternativa ove l’associazione può riproporre il progetto già approvato per la realizzazione di un’oasi canina. Con la medesima nota, si è rammentato che ad oggi l’associazione ha esborsato ingenti somme per l’avvio dei lavori relativi all’oasi canina che avrebbe dovuto essere costruita sul terreno in questione all’esito di tutti i controlli e del rilascio di tutte le autorizzazioni richieste ex lege, oltre ad aver sempre provveduto al regolare pagamento del canone di concessione per come determinato dalla Provincia di Reggio Calabria, ora Città Metropolitana di Reggio Calabria, per l’uso esplicitato nel contratto di concessione del 11/01/2017. E’ indubbio che questa situazione è stata causa di ingenti danni in capo all’associazione che sicuramente si accresceranno in mancanza di una tempestiva risoluzione. Ci auguriamo che alle predette richieste giunga una risposta- sottolineano i volontari- e soprattutto si avvii un percorso condiviso, al fine di trovare delle soluzioni tese a risolvere le problematiche del canile di Mortara e del randagismo in città, tenendo conto del primario e imprescindibile benessere dei cani. Con l’occasione facciamo appello alla cittadinanza affinchè non lascino cadere nel dimenticatoio i cani che in tanti hanno segnalato e ci hanno consentito di salvare. Il canile è aperto tutte le mattine e vi aspettiamo anche solo per fare una coccola ai nostri amati amici a quattro zampe”, conclude l’associazione “Dacci una Zampa Onlus”.