Reggio Calabria, il grido d’allarme: “i cani di Gambarie sono in pericolo”

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Reggio Calabria: l’appello di una volontaria sulla situazione attuale del randagismo in Calabria

Una volontaria ha lanciato un appello per salvare i cani abbandonati a Gambarie facendo un punto sulla situazione attuale del randagismo in Calabria.

“Gambarie (paesino di montagna in provincia di Reggio Calabria) è meta preferita di abbandoni da anni ed anni, ma mai come adesso la situazione è stata così critica: abbiamo contato circa 40 cani, il cui numero aumenta inarrestabilmente a causa di abbandoni continui e nuove cucciolate. La situazione non è più sostenibile, per nessuno: turisti spaventati, commercianti che ne risentono, volontari inesistenti… ma soprattutto residenti inumani che li scacciano, li picchiano, li investono, li avvelenano.

A Gambarie i cani non stanno bene, per niente.
Soffrono la fame, perché garantire un pasto quotidiano per 40 cani è difficilissimo quando si è soli.
Soffrono il freddo, perché in inverno le temperature arrivano sotto lo zero e i più fortunati di loro hanno solo qualche tettoia e qualche coperta.
Soffrono le ferite, perché i branchi si sbranano tra di loro, ma gli umani fanno anche di peggio.

La situazione negli ultimi giorni è diventata ancora più critica: i residenti protestano, si lamentano, non li vogliono più… ma cosa più grave e spaventosa: hanno iniziato ad avvelenarli.

Il Comune ha le “mani legate”, perché una convenzione c’è, ma fin quando non termineranno i lavori del polo sanitario, nessun cane potrà essere accalappiato.
E quando i lavori saranno completati? Andrà meglio? La convenzione è stata stipulata con il famigerato canile di Sant’Ilario, luogo di morte lenta ma certa. Qualcuno ha, davvero, il coraggio di definirla una “soluzione”?

Questo è un appello, ed è un appello disperato, che rivolgiamo a chiunque sia nella possibilità di salvare una vita: associazioni, volontari, cittadini di tutta la provincia, la regione o ovunque vi troviate.
Questi cani vanno salvati! Lasciarli lì, oggi, significa condannarli a morte, in un modo o in un altro.

Non servono valanghe di commenti, di parole e consigli di soluzioni impossibili.
Tutto ciò che si poteva fare in loco, ogni singola possibilità, è stata già vagliata opportunamente.
In assenza di persone vicine disposte ad occuparsi di loro, l’unica soluzione è portarli via di lì, uno ad uno, il più velocemente possibile.

Servono aiuti concreti.
Chiunque fosse disposto a darli, può chiamare uno dei numeri qui sotto riportati.
Basterebbe che ogni associazione, ogni volontario, ogni cittadino che sia nelle possibilità di farlo, prendesse a cuore uno solo di loro e lo salvasse.
I cani comunali sono cani di tutti, non voltatevi dall’altra parte.

‭331 3593919‬
346 9445613″


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