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Reggina, Rayana Reginaldo a StrettoWeb: “mio marito vive per il calcio, ha questa città nel cuore e sogna di portarla in B” [FOTOGALLERY]

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Reggina, Rayana Reginaldo si confida ai microfoni di StrettoWeb: un parere sulla città, le abitudini del calciatore, un passato difficile e un futuro a tinte amaranto

Dalla metropoli di San Paolo a Reggio Calabria, dallo stadio Maracanã all’Oreste Granillo. E’ cominciata da soli sei mesi l’avventura amaranto di Reginaldo, ma il rapporto tra città e calciatore è già consolidato. Sbarcato a metà luglio nelle rive dello Stretto in costume ed infradito, ha dimostrato in poco tempo di non esser giunto solo per una semplice vacanza.

L’attaccante brasiliano ha siglato in questo inizio di stagione diversi goal pesanti ed è senza dubbio uno dei trascinatori della squadra di mister Domenico Toscano. Per capire come procede il suo ambientamento a Reggio e conoscere l’uomo nelle sue abitudini, la redazione di StrettoWeb.com ha contattato in esclusiva la moglie Rayana“Abbiamo trascorso le vacanze qui a Reggio con la mia famiglia che è venuta da Pesaro – ha esordito la dolce metà di Reginaldo -. Mi trovo molto bene qua, la gente è calorosa e ci tratta bene. Addirittura quando esco sola con i miei bimbi in molti ci riconoscono. Anche la città mi piace tanto, non la conoscevo, ne sono rimasta incantata. Il Lungomare è bellissimo, in sedici anni che mi trovo in Italia sono rimasta sorpresa. Devo dire che assomiglia un po’ al Brasile per il clima. Ho trascorso l’estate qui, ma pure l’inverno si sta molto bene”.

Nonostante la distanza dalla propria città natale, la famiglia non si è mai disunita. Anzi la coppia è molto affiatata: “lo accompagno in giro per l’Italia dai tempi del Siena – ha proseguito la simpatica Rayana -, l’ho seguito in ogni sua avventura. L’unica esperienza in cui ci siamo divisi è stata Monza, perché ero in Brasile coi bambini che dovevano frequentare la scuola. Se devo essere sincera, la città che mi è rimasta più a cuore è Siena. E’ lì che ci siamo conosciuti, dove sono rimasta incinta e dove è nato mio figlio. Lì per me è iniziata una nuova vita, fino a quel momento non conoscevo il calcio, per Reginaldo è stato un ottimo periodo. In ogni caso, grazie a Dio sono fortunata, in Italia mi sono trovata sempre bene ovunque mi sono trasferita”.

La freccia di Cupido ha colpito ‘Regi’ e Rayana nel 2011, lei spiega: “ci siamo conosciuti a Siena tramite un’amica brasiliana. Lui cercava di costruirsi una famiglia, dopo tante esperienze poco fortunate. Crediamo molto nel destino, anche io avevo lo stesso desiderio. In quell’epoca vivevo a Riccione, lui ogni fine settimana mandava un autista a prendermi. L’episodio però più particolare è stato quando mi ha chiesto di andare con lui in Giappone, eravamo fidanzati da una settimana, ho scelto di partire con lui e lasciare la mia famiglia. Da quel momento non l’ho più abbandonato. La sua parte migliore? Non lo vedo come un calciatore, sappiamo tutti quanto è talentuoso. Si dedica molto a ciò che fa, spesso sono io a chiedergli di staccare e dedicarsi alla famiglia. E’ una persona molto umile, ha un cuore grandissimo, è difficile dica di ‘no’ a qualcuno, è sempre disponibile”.

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Non sempre però la vita di Reginaldo è stata semplice, ha incontrato alcune difficoltà e per due anni è rimasto senza squadra. La moglie fa sapere: “nel 2013 ha pensato di appendere le scarpette al chiodo. In quel periodo è nata mia figlia, ma per questo motivo Reginaldo è andato un po’ in depressione, il calcio è la sua vita. Infatti non lo metto mai nella condizione di scegliere fra me e il calcio, perché sceglierebbe il calcio (ride, ndr). E’ stato un momento difficile per tutta la famiglia che, invece di festeggiare l’arrivo della bambina, ha sofferto per il suo stato d’animo. Non aveva voglia di niente, non mangiava, non dormiva. Voleva tornare a giocare, ma c’era qualcosa che lo bloccava. Però credo che grazie ad una famiglia molto unita è riuscito a superare ogni difficoltà. Nostro figlio, quello di mezzo, è il suo fan numero uno, ma anche il figlio più grande, che è rimasto in Brasile, lo spronava a tornare in campo. I bambini lo chiamavano a giocare nel cortile, io invitavo gente e casa per aiutarlo a riprendersi e sorridere. Quindi è grazie ai suoi migliori amici e ai bimbi che è tornato in sé”.

Infine una battuta sul futuro, tutti sperano possa essere a tinte amaranto: “il sogno di Reginaldo è portare la Reggina in Serie B, ci tiene e ne parla sempre. Ha ancora voglia di giocare per tanti anni, ha una grinta pazzesca, quindi non pensa ancora al ritiro. Lui sicuramente ha voglia di restare, parlando tra di noi del futuro mi ha riferito che qui si trova bene. La Reggina mi sta a cuore, sarebbe disposto a non muoversi per tanti anni. Anche a rimanere solo perché noi viviamo in Brasile (ride, ndr)”.