fbpx

Reggina, la Curva Sud omaggia l’ultras Saverio. Il figlio: “ciao papà, ci hai insegnato fino alla fine cosa significa amare”

reggina saverio

Reggina, si è spento lo storico tifoso Saverio. La Curva Sud lo chiamava lo “zio del Gebbione”. Il figlio ha scritto un messaggio commovente su Facebook

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Si stringe per un attimo il tifo reggino. La Curva Sud in occasione del match casalingo contro il Bari ha omaggiato con uno striscione lo storico ultras Saverio. L’uomo era conosciuto da tutti nel quartiere “Gebbione”, dove era cresciuto e veniva stimato per la sua capacità di essere sempre a disposizione delle persone più bisognose. Era infatti impegnato col volontariato, a cui dedicava molte ore al giorno anche dopo il lavoro. La Reggina invece era la sua passione più grande, tanto da seguirla praticamente in ogni trasferta. “Per sempre uno di noi”, è la dedica degli amici e compagni d’avventura, in ricordo di una colonna portante per la curva amaranto e per la comunità in cui viveva. Sui social è toccante la lettera pubblicata dal figlio Silvio, insieme ad una foto che immortala il padre sorridente. Quello splendido sorriso che Saverio era sempre pronto a donare e resterà per sempre nel ricordo di familiari e conoscenti.

“Scrivere su Facebook può sembrare appariscente in un momento così, ma in questo caso non lo è. Non lo è perché quando dietro ad un post ci può essere un insegnamento allora è bello che questo raggiunga più persone possibili e lasci qualcosa nei loro cuori.
In questo caso l’insegnamento ce lo hai dato tu papà mio. In questi giorni ho capito ancora meglio quello che in parte già sapevo, la tua vita è stato il dono che Dio ha voluto fare 57 anni fa ad un quartiere ed una città e a migliaia di persone che ha messo sul tuo cammino.
Hai vissuto una vita di bontà e amore, non ti sei mai risparmiato di aiutare qualcuno in difficoltà, hai sempre messo gli altri davanti a te e non hai mai pensato di dare una mano per avere un tornaconto personale. Fino all’ ultima notte mi hai insegnato cosa significa amare, quando non avevi più le forze per girarti nel letto e mentre io e Ettore ti aiutavamo hai detto “mannaia il demonio, vi devo disturbare sempre” queste sono le tue ultime parole, parole che racchiudono l’umiltà che hai avuto durante tutto il tuo percorso.
In questi giorni papà mio le migliaia di persone che sono venute da te, lo hanno fatto con il cuore in mano e con storie e aneddoti da raccontare su ciò che tu hai fatto per ognuno di loro, ne ho sentite tantissime e le utilizzerò tutte per costruire il mio percorso di vita.
Papà mio che alla croce hai detto Si e con amore immenso al Padre tuo hai ubbidito , non ti sei mai lamentato nemmeno nei momenti più tragici e dolorosi e sei riuscito a mantenere la fede nel Signore fino all’ultimo istante, questo è un altro insegnamento da cui prenderò spunto.
Papà hai Santificato la vita, l’hai resa stupenda e ti ringrazio per avermi lasciato l’eredità più bella che un figlio potesse ricevere, la tua sete di perdonare e il tuo dono d’infinita carità .
Grazie per avermi insegnato, anzi per averci insegnato cosa significa amare.

Ciao papà, sei vivo in me!”.