Reggina, come si può pensare che “il giocattolo si è rotto”? I 10 motivi per cui restare ottimisti

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

La Reggina ha perso una partita ma è quasi come se fosse retrocessa: i 9 motivi per cui restare ottimisti in vista del finale di stagione

Voglio iniziare così: “Il giocattolo si è rotto”. Dovessimo utilizzare il linguaggio Twitter diremmo che è una delle frasi di tendenza dalle 22.30 circa di ieri sera che circola nell’ambiente reggino. Già, quello stesso ambiente che non ha ancora imparato la lezione. Quale? Quella dell’equilibrio. “Il giocattolo si è rotto”. Ma fate davvero? Si può veramente passare, nel giro di poche settimane, da “non ce n’è per nessuno, a marzo siamo in B”, a “il giocattolo si è rotto”? Il tifoso ha tutto il diritto di entusiasmarsi, anzi deve. Il tifoso ha tutto il diritto di criticare, altrimenti non amerebbe così tanto la maglia. Ma se riuscissimo, a freddo e con un po’ più di lucidità, a rimanere un tantino equilibrati, forse eviteremmo la visione catastrofica che sembra essersi palesata nell’ambiente da ieri sera.

Noi diciamo la nostra, prendiamo una posizione importante e pensiamo che nulla sia perduto. Proviamo ad infondere, per quanto possibile, ottimismo. Come? Andando ad elencare i 10 motivi per cui, a questo punto della stagione, occorre restare uniti e pensare positivi.

Chi avrebbe firmato per questa classifica?

Se ad inizio stagione avessero chiesto al sottoscritto (ma a quasi tutti, credo): “Firmeresti, al giorno 23 gennaio, per stare al primo posto con 6 punti in più sul temibile duo di inseguitrici?”, avrei risposto “Sì!”. Anzi, magari, sarei stato disposto anche a fare altro…

Il Bari non è superiore

La partita contro il Bari si deve ancora giocare! Lo dichiaro ad alta voce (punto esclamativo) per farmi sentire. Sì, perché pare quasi che sia già persa. Che la si gioca a fare a questo punto? In questo momento i pugliesi non sono superiori agli amaranto. Arrivano meglio con la testa (e fa tanto), ma anche loro dopo la sosta hanno faticato e non poco. Pari in extremis a Viterbo e vittorie risicate in casa contro Rieti (non inganni il risultato) e Sicula Leonzio, rispettivamente ultima e penultima.

Le pressioni sono tutte dalla loro parte

Restando al Bari, ricordiamo sempre che sono loro a dover rincorrere. Le pressioni sono tutte dalla parte dei biancorossi, che in caso di vittoria al Granillo riaprirebbero sì il campionato, ma resterebbero comunque dietro e non possono vincere all’infinito. Rincorrere, si sa, impone un margine di errore minimo, anzi nullo. Non si può sbagliare. Quindi il Bari non può sbagliare. E non è mica facile scendere in campo, in casa della prima della classe, sapendo che ogni dettaglio può risultare fatale…

I vantaggi del calendario

Non dimentichiamo che tutte le squadre di alta classifica devono venire al Granillo. Che, sia chiaro, non vuol dire uscirne indenni per forza (la gara di ieri insegna), ma potrebbe risultare un fattore più importante di quanto possa sembrare. Andare al punto 10 per scoprirlo.

L’inverno di mister Toscano

Andando ad analizzare la carriera da allenatore di mister Toscano, spuntano – in questo periodo dell’anno ma solo in alcune stagioni – risultati un po’ così. Potrebbe essere un caso? Forse. Così come sembra esagerato parlare di flessione. Diciamo che… non siamo sorpresi. Scorrendo negli almanacchi, è caduto l’occhio su qualche sconfitta interna subita nelle sue stagioni migliori (quelle con Cosenza, Ternana e Novara, per intenderci) nel periodo che va da dicembre a febbraio.

Arriverà la primavera

Riallacciandoci proprio al punto di cui sopra, ma anche in questo caso non lo possiamo sapere e solo il tempo ci darà risposte, non è affatto detto che la fase di appannamento fisico debba protrarsi fino a fine stagione. Anzi, sarebbe più fisiologico pensare che la squadra stia pagando i carichi di lavoro dopo la sosta e che per la fase clou, quella primaverile, torni ad essere lucida e pimpante. Arriverà la primavera…

Denis arma in più

E’ già risultato decisivo in questa stagione, seppur spesso partendo dalla panchina. Quello di ieri, specie nel primo tempo, sembra però essere il migliore Denis visto finora. Al di là del gol, che dimostra come in questa categoria c’entri ben poco, fa tutto alla perfezione: difende il pallone ed apre il gioco, guida i compagni, non ne sbaglia una di testa. Insomma, forse ha raggiunto il suo miglior periodo di forma. E chissà che non possa rivelarsi l’arma in più…

La forza della società

La società. Si è dimostrata solida e forte, proteggendo tecnico e calciatori. La dirigenza, ricordiamolo, è la prima a voler conquistare quell’obiettivo che preferisce non dichiarare per scaramanzia. E la decisione di volersi “chiudere” per ricompattarsi in vista di Bari è assolutamente condivisibile. Nessuna distrazione, niente svaghi e occhi e orecchie solo ed esclusivamente rivolti ad un match che potrebbe rivelarsi di un’importanza vitale.

La Reggina è tornata sulla Terra

Sì, parliamoci chiaro: tutto sommato, il cammino attuale è più ‘normale’ rispetto a quello visto fino a fine novembre. Chiunque avrebbe voluto mantenere quel ritmo, ma chiunque sa anche che non è possibile. Solo il Liverpool lo sta tenendo ed è qualcosa di straordinario. Anche in questo caso serve equilibrio, una sorta di “via di mezzo”. Alieni fino a fine novembre, poi umani. Urge diventare… “Aliani”.

Il dodicesimo uomo in campo

Il popolo reggino è chiamato a riempire i seggiolini dello stadio Granillo per la partita contro il Bari e non solo. In riva allo Stretto arriva la seconda in classifica, il match è in programma di domenica alle ore 15.00, ci sono quindi tutti i presupposti affinché si assista ad una magnifica cornice di pubblico. Ora come non mai la squadra amaranto ha bisogno di sostegno, non ci sono dubbi che i tifosi risponderanno presente e spingeranno la Reggina alla vittoria.