Messina, Fragale: “Cambio di passo o passo di cambio?”

de luca cambio passo Foto di Nazario Nulli

L’ex city manager commenta quanto accaduto ieri in Aula: consiglio rinviato a lunedì prossimo. De Luca fa un passo indietro e dice sì alla modifica del Cambio di Passo

Riportiamo di seguito la riflessione dell’ex city manager di Messina Emilio Fragale, in merito alla seduta di ieri in consiglio comunale in cui si è discusso il Cambio di Passo del sindaco De Luca.

Ieri sera non si è assistito ad un consiglio comunale rock.
Si è impartita una lezione di valzer lento, il cui cuore è il “passo di cambio”.
1) Passo di cambio di piede sinistro.
2) Giro naturale.
3) Passo di cambio di piede destro.
4) Giro rovescio.
De Luca lo sa.
Per questo prima e dopo la convocazione del prossimo consiglio comunale vorrà ritornare a ballare in piazza. De Luca, peraltro, ha annunciato un comizio in piazza per martedì prossimo venturo.
„Tu sali sul palco, hai dinnanzi, come ce le ho avute, piazze piene di gente. È un po’ una sceneggiata, un atto teatrale: i saluti, la presentazione, gli evviva, le bandiere. Tutto questo, però, è come l’involucro. Poi comincia una cosa molto più difficile e profonda: tu che stai là sopra riuscirai a comunicare veramente? Lo scopri solo se c’è un momento, del comizio, del tuo discorso, in cui senti che ti puoi fermare, senza nemmeno finire la frase. Ti fermi e ti accorgi che la piazza non si muove perché aspetta il seguito della tua frase. Se in quel momento ti accorgi che ti puoi fermare, bere un bicchiere d’acqua, soffiarti il naso o non fare nulla, e la piazza sta ferma a sentire, allora vuol dire che si è creato un filo, una comunicazione, un legame, tanto forte quanto impalpabile, tra te e le persone.“(Pietro Ingrao).

De Luca conosce la virtuale e la reale piazza.

Parla come si parla alla piazza.

Sbraita come vuole la piazza.

S’annaca come piace alla piazza.

Balla il liscio come si balla in piazza.

Il problema è che non esiste una piazza integrale.

Una volta in piazza c’erano gli intelligenti e i cretini.

Si è compiutamente avverata la osservazione profetica di Sciascia.

“È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia un cretino. […] e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto, tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l’olio e il vino dei contadini.”

Anche questo De Luca lo sa. Dice Beppe … Beppe Severgnini: Per capire le piazze occorre frequentarle. E per frequentarle, non bisogna avere fretta. Le piazze raccontano, infatti, ma bisogna avere il tempo di parlare. Oggi, non si parla d’altro. De Luca non è andato alle 17,30 alla cerimonia di “ragazzi meritevoli” e non è andato alla inaugurazione delle 17.45. Si è perso pezzi di racconto.

Alle 22 … alle 23 … alle 24 … si è tenuta la cena della concordia?

Ieri sera nessuno voleva le elezioni amministrative.

Ciò è ragionevole.

Quel che non è ragionevole è la conta.

17, 16, 18 che differenza fa?

Sulle delibere, depurate dalla introduzione altamente politica, aveva ed ha la maggioranza.

È caduto l’intergruppo, si è snaturata la cabina di regia, si sono aperte le porte per assistere, previo preavviso, alle giunte.

Residua un punto di domanda.

È calzante il paragone tra un sindaco, titolare di bottega e un consigliere, dipendente di bottega?“.

Emilio Fragale


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