Maria Antonietta Rositani, la lettera del padre al presidente Santelli: “da donna faccia risplendere la Calabria e si ricordi di chi subisce maltrattamenti”

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La commovente e sentita lettera del padre di Maria Antonietta Rositani, donna vittima di un tentato femminicidio: le parole rivolta al neo presidente Jole Santelli

Una lettera che colpisce direttamente nel cuore. Il sign. Carlo, padre di Maria Antonietta Rositani, donna che lo scorso marzo è stata vittima di un tentato omicidio per mano dell’ex marito Ciro Russo, ha scritto una lettera al nuovo presidente della Regione Calabria, Jole Santelli. Di seguito il testo:

“Gentile Presidente Jole Santelli,

Nell’augurarle da calabrese buon lavoro e come figlio e Padre
di questa nostra bella terra Italia
spero tanto
gentile Presidente
che Lei oltre alle belle parole lasciate dai suoi predecessori
troverà il modo migliore
dal suo alto scranno
del suo nuovo importante incarico
a dare più luce
attenzione e amore
a tanta brava e povera gente di questa nostra dimenticata bella terra della Calabria
Lo spero tanto
gentile Presidente e mi affido a Lei
con tutto il cuore massacrato
da una tragedia disumana.
Mi affido a Lei
gentile Presidente
Prima “Donna”
della Regione Calabria
a governare la Regione Calabria
sin dalla sua istituzione..

A Lei che è “Donna” “Figlia”
non si dimentichi ‘Mai’
di essere donna: il dono più prezioso che Dio ha donato a noi umani sulla terra.
E da Donna non si dimentichi
di dare più attenzione alle “Donne”
Lei che è Donna..

E si ricordi anche di tutte le donne maltrattate,dei più deboli,dei bisognosi..e non si dimentichi
di mia figlia
della mia Bambina Maria Antonietta
Mia figlia
che da quasi undici mesi
è ricoverata in un Ospedale a Bari inerme e sofferente su un letto
di una grande Eccellenza Sanitaria
di questa nostra bella Italia..
E mi auguro con tutto il cuore
che Lei Gentile Presidente rappresentate delle nostre istituzioni
non lasci al vento
come tutti gli altri
parole
sorrisi e abbracci alla mia Bambina
e che non faccia anche Lei
gentile Presidente
come il suo predecessore
che non ha mai speso una parola sulla tragedia disumana accaduta a mia figlia
quel 12 Marzo in via Frangipane a Reggio Calabria
E di lei..
della mia Bambina
addirittura
di mia figlia il Governatore uscente sembrerebbe
che non conoscesse
nemmeno
la sua storia saltata da quel 12 Marzo
alle cronache nazionali..e non conoscesse nemmeno di quelle tre denunce fatte da mia figlia negli anni alle Autorità…e poi da me trovate dopo l’attentato a mia figlia impolverate di ” Disattenzioni ” tra faldoni dei grandi Palazzi della legalità.
Una tragedia un ” Delitto” una tragedia accaduta per disattenzioni dello Stato
che ha permesso
a un uomo
” non uomo “a commettere
su una via
di una strada
di una grande città della nostra bella Calabria…un orribile disumano crimine

Bruciare una Donna
Bruciare la Madre dei due suoi figli Annie e William.

Solo perché secondo la sua cultura malata..un uomo “Non si lascia “!
Un uomo non si fa lasciare mai da una donna

A non conoscere la storia
di mia figlia
un uomo delle Istituzioni Italiane
che fino a ieri
era il Presidente della Calabria
Governatore di una Regione
di questa nostra bella terra Italia
Lui Governatore della nostra Calabria
sembrerebbe
che fosse all’oscuro di tutto
Lui
al buio di tutto dell’accaduto a Maria Antonietta
a differenza invece
del nostro Presidente
della Repubblica
Sergio Mattarella..
che il giorno
della consegna nelle sue mani
della mia lettera
disse subito a don ..Aldo Bonaiuto
di conoscere perfettamente la tragedia della mia Bambina….

Che dirle gentile Presidente…..
Io sono certo
che da Donna..Lei.. riuscirà
a riportare alla luce
la bellezza
i profumi
il fascino e lo splendore alla nostra amata Calabria
senza mai dimenticarsi di essere Donna e di abbracciare ai pensieri del suo cuore i più deboli
le persone anziane e tutti coloro
che soffrono su questa terra maltrattata da sempre
La nostra povera terra di Calabria. E poi si annodi al suo nobile cuore il tanto bisogno di lavoro che manca in Calabria si ricordi .. dei nostri figli  Costretti ancora oggi come i nostri nonni ad emigrare. E da uomo e Padre mi inchino a Lei gentile Presidente invocando solo Amore e Pace..sempre. Mai vendetta. La violenza è una brutta “Bestia”

Gentile Governatore l’aspettiamo se le fa piacere io e mia figlia a Bari col suo sorriso di Donna di sempre..

Non ballerò con lei gentile Presidente la Tarantella perché purtroppo mio malgrado a differenza dell’onorevole Francesco Cannizzaro e del Senatore Maurizio Gasparri non la so ballare..ma sicuramente mi onorerò di darLe il benvenuto al Policlinico di Bari in una grande Eccellenza Sanitaria della nostra bella Italia e di farle in un inchino un baciamano

Con stima e auguri per il suo nuovo incarico.. Un augurio dal cuore da parte di un Padre disperato…che crede ancora oggi nonostante tutto al Tricolore e alle Istituzioni.

Grazie ..
Un inchino.

Papà Carlo..”.


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