Cyberbullismo, perchè e come difendersi: esperti a confronto a Messina

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Al Circolo Canottieri Thalatta il convegno organizzato dal Lions Club Messina Host

“Non c’è un giorno in cui non riceviamo una denuncia per atti di bullismo o cyberbullismo”. Una dichiarazione dai toni piuttosto preoccupanti che la dice lunga sul dilagante fenomeno che ha portato alcuni giovani persino al suicidio. A farla, il primo dirigente della polizia postale della Sicilia orientale, Marcello La Bella, intervenuto al Convegno “Cyberbullismo. Perché e come difendersi” organizzato dal Lions Club Messina Host, oggi al Circolo Canottieri Thalatta. “I genitori – ha detto- hanno una mancanza di consapevolezza, della gravità e del fenomeno in sé stesso, che fa paura. Anche la scuola ha un ruolo determinante per arginare il cyber bullismo; gli insegnanti dimenticano spesso di essere pubblici ufficiali e come tali sono tenuti a denunciare i fatti alla polizia appena ne vengono a conoscenza. Prima lo fanno meglio è perché il cyberbullismo si differenzia dal bullismo per due elementi fondamentali: lo spazio (la rete non ha confini) e il tempo (sui social il tempo è azzerato). Quindi prima la polizia di Stato viene avvertita – ha detto il dirigente – meglio e prima riusciamo a bloccare la diffusione delle immagini o delle frasi dai contenuti violenti e offensivi individuando gli stalkers. A tale scopo è stata creata un’app “YOUPOL” che permette all’utente di qualsiasi età di interagire, in forma anonima, con la Polizia di Stato inviando segnalazioni (immagini o testo) relative a episodi di bullismo e di spaccio di sostanze stupefacenti”.
A salutare i convegnisti la presidente del Club Service, Elisabetta Baradello, che ha spiegato che il Lions Club Messina Host aderisce al tema di studio nazionale Lions per l’anno 2019-2020 “Un calcio al Bullismo”, argomento di forte impatto sociale per la capillare e insidiosa diffusione del problema, in particolar modo in ambito scolastico. Si è scelto di focalizzare l’attenzione sul cyberbullismo poiché più a rapida diffusione per effetto delle nuove tecnologie. Sul tema, ha annunciato anche il progetto “Interconnettiamoci” che sarà sviluppato nel mese di marzo.
“La scuola, ma anche l’Università – ha detto Carmelo Staropoli, componente per la III circoscrizione del Comitato “Un calcio al bullismo” – vengono considerati inefficienti perché non si sono adeguati alle nuove varianti che la tecnologia ha imposto, vedi cyberbullismo, che influenzano l’individuo toccando aspetti etici, legali, sociologici”.
Si è parlato anche di aggressività nell’evoluzione della specie e di valori sociali. Antonio Pugliese professore dell’universitario, ha spiegato come l’aggressività nell’uomo sia una caratteristica intrinseca di un’eredità evolutiva, un fenomeno ineliminabile, che può essere soltanto modificato. “L’uomo, non filogeneticamente preparato – ha detto – è sprovvisto di meccanismi inibitori presenti nelle specie non umane, per cui l’enorme potenzialità aggressiva, le difficoltà di adattarsi alla vita moderna, la convivenza sociale e le armi comandate a distanza, come se fosse una digitazione da play station, portano a reazioni innovative e non facilmente controllabili”.
“L’impatto del cyberbullismo sulle vittime, secondo quanto riferito dalla psicologa Angelica Salvo può variare secondo la sua gravità e la frequenza. Alcune conseguenze comportamentali rilevate sono: un maggiore assenteismo a scuola e più basse prestazioni scolastiche, a livello psicologico sono stati identificati effetti come la depressione, l’ansia sociale e una bassa stima di sé. Sul tema del cyberbullismo è emersa, per tali motivazioni, la necessità di promuovere, in primo luogo, un utilizzo consapevole dei nuovi media da parte dei giovani. Ciò che sembra mancare e che, al contrario, dovremmo riuscire a trasmettere, è la cultura del rispetto dell’altro anche quando si interagisce online”.
Sui valori etici e sul cyberbullismo è intervenuto Fortunato Giuseppe Picciolo, medico, che nel differenziare l’etica e la morale ha spiegato quali sono i meccanismi di disimpegno morale da parte del “bullo” che trova sempre e comunque la motivazione ai suoi comportamenti. Scuola, famiglia, educazione: su questi fondamenti si basa il benessere dei giovani.
E di educazione, impegno, competenza, responsabilità, discernimento, come parametri su cui si basa il lungo processo educativo dello scoutismo, ha discusso il capogruppo Agesci 10 Messina, Simone Peditto. “Usando le dinamiche del gioco, del gruppo, della vita all’aria aperta e del rispetto per gli altri, riusciamo a formare giovani responsabili, che hanno rispetto di sé e degli altri” – ha spiegato.
A concludere i lavori del convegno, presentato dal cerimoniere Giusy Salzano, il primo vicepresidente del club service Giuseppe Gambardella che ha illustrato il video realizzato per le scuole della città sul tema del cyber bullismo con interviste e immagini su come si sviluppa e si affronta il problema tra i giovani, vittime e/o carnefici. Il cortometraggio sarà messo a disposizione degli istituti scolastici che lo richiederanno per approfondire e veicolare i messaggi di sensibilizzazione sul delicato tema.
A ringraziare i numerosi intervenuti il presidente di zona 7, Giuseppe Amadeo.


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