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A Cosenza la presentazione delle misure per la tutela del lupo nel Parco nazionale della Sila

A Cosenza la presentazione della relazione del primo stato di avanzamento del Wolfnet Sila – Misure coordinate per la tutela del lupo nel Parco nazionale della Sila

La Sala Petraglia della Camera di Commercio di Cosenza ha ospitato la conferenza stampa di presentazione della relazione del primo stato di avanzamento del progetto Wolfnet Sila – Misure coordinate per la tutela del lupo nel Parco Nazionale della Sila. Il progetto Wolfnet Sila è finanziato dall’Ente Parco attraverso fondi messi a disposizione della Direttiva del Ministero dell’Ambiente, realizzato da Legambiente Onlus in collaborazione con Greenwood Soc. Coop e Camminasila e si avvale del contributo del Parco nazionale della Majella e della Rete Wolfnet delle aree protette, dei Carabinieri Forestali e dell’Università di Roma. Ad accogliere i presenti e i relatori, Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente, moderatore dell’evento, che dopo aver ringraziato la Camera di Commercio di Cosenza per aver ospitato la conferenza stampa, ha dato la parola a Francesco Curcio, Presidente dell’Ente Parco Nazionale della Sila, che non può non iniziare con il racconto di quello che in questi giorni ha catturato l’attenzione di molti, il ritrovamento di un giovane esemplare di lupo appenninico di circa due anni recuperato ferito la notte del 2 gennaio sulla S.S. 107. “Il lupo, fin da sempre, è stato il simbolo del nostro territorio”, ha dichiarato Curcio, ”e avere progetti come questo significa avere risultati e analisi fondamentali non solo per la salvaguardia del lupo, ma per la tutela ambientale”. A seguire i saluti del presidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone che ha tenuto particolarmente a ringraziare l’Ente Parco per il lavoro che sta svolgendo per la salvaguardia e la tutela del lupo e per il rilancio del Parco stesso. Gli obiettivi che si prefigge il progetto sono tanti e ambiziosi, tra cui migliorare le conoscenze scientifiche, analizzare l’impatto esercitato dalle popolazioni lupine, contenere le operazioni di bracconaggio, e non per ultimo sensibilizzare ad informare le comunità locali favorendo una valorizzazione del territorio.

I primi risultati di questi mesi di lavoro sono stati raccontati in primis da Francesca Crispino, di Greenwood che ha descritto in maniera precisa e dettagliata le tecniche utilizzate, tecniche standard per confrontare i dati con le altre ricerche, dividendo le aree di studio in tre macro aree: nord, centro occidentale e sud, per 61 km complessivi. Gli altri risultati sono stati descritti da Giacomo Gervasio, sempre di Greenwood, attraverso filmati di supporto effettuati grazie alla tecnica di fototrappolamento. Filmati molto suggestivi perché raccontano i vari passaggi che i lupi in solitaria o in branco effettuano. Dagli studi effettuati si parlerebbe di un avvistamento di 3 nuclei distribuiti nelle 3 aree. L’utilizzo di più tecniche è risultato essere una strategia vincente perché, le stesse tecniche si aiutano tra di loro per ottenere risultati più precisi. A descrivere le prossime attività, Barbara Carelli, funzionario tecnico per l’Ente Parco della Sila, che definisce il progetto come un progetto tecnico, pratico, sperimentale, che si basa su un contatto diretto con il territorio. “Il logo Wolfnet, racchiude nella sua immagine il brand, il simbolo che il lupo rappresenta per il territorio silano” ha affermato la Carelli. A chiudere gli interventi Giorgio Maria Borrelli, Comandante Regionale Carabinieri Forestali, che ha sottolineato una caratteristica importante del nostro territorio, perché la Calabria risulta essere una delle regioni più parchizzate di Italia dove la tutela dell’ambiente e della biodiversità può fare la differenza e determinare un passaggio netto tra passato e futuro. Per concludere la conferenza stampa, un veloce saluto da parte di Saverio Guarascio, allevatore silano e Giovan Battista De Luca dell’Associazione Regionale Allevatori, che hanno dato un’altra visione dell’attività dei lupi, perché sono tanti purtroppo i danni che possono arrecare e bisogna adottare le giuste strategie per la salvaguarda ambientale.