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Messina: Cambio di Passo, terzo round a Palazzo Zanca. De Luca e il balletto delle dimissioni: “Le elezioni anticipate costeranno 1,2 milioni”

Quella di questo pomeriggio si preannuncia come l’ennesima seduta fiume, il sindaco di Messina agita per l’ennesima volta lo spettro delle dimissioni

Comu spunta si cunta“. Parole del sindaco di Messina alla vigilia della nuova seduta in consiglio comunale in cui si discuterà il Cambio di Passo, la piattaforma programmatica stilata dal sindaco per il 2020 e da cui De Luca ha deciso di far dipendere il suo mandato. Quella di questo pomeriggio si preannuncia come l’ennesima seduta fiume in Consiglio: il documento che arriverà questo pomeriggio in Aula è stato profondamente modificato rispetto alla sua versione originaria, dal momento che De Luca ha fatto suo un maxi emendamento proposto dai consiglieri di Libera Me. Nel documento rimane solo la modifica del regolamento consiliare e le delibera da approvare entro il 2020. Il sindaco, che aveva chiesto 17 voti in consiglio, ora dopo ora si trova a fare i conti con numeri sempre più risicati. I consiglieri dell’area Genovese, Sorbello, Vaccarino, Crifò, La Fauci e Pagano questo pomeriggio diserteranno l’Aula. Nessuno a Palazzo Zanca ha chiesto le dimissioni del sindaco, nessuno dei consiglieri vuole andare a nuove elezioni, ma De Luca anche oggi tira dritto e utilizza la strategia della tensione (e dello scarica barile sul consiglio) a cui ormai ci ha abituati: “Abbiamo verificato con il competente dipartimento municipale quanto costano le elezioni comunali: circa 700 mila euro il primo turno e circa 500 mila euro l’eventuale ballottaggio per un totale di circa 1,2 milioni di euro tra primo e secondo turno- scrive il sindaco in un post- Dopo circa un’ora di confronto, anche con l’ufficio ragioneria, abbiamo individuato le spese da tagliere per finanziarie lo svolgimento delle elezioni comunali anticipate a maggio prossimo se stasera salterà il banco in consiglio comunale”.

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