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Corsi d’oro 1, lo sfogo dell’ex sindaco di Messina Buzzanca: “Daniela non andava arrestata, ma era ed è mia moglie”

L’ex sindaco di Messina commenta la sentenza della Corte Suprema, che ha cassato la condanna per la moglie Daniela D’Urso. “Mia moglie non andava arresta. Ora è il tempo dei risarcimenti dei danni”

“Daniela non andava arrestata ma era ed è mia moglie“. A dirlo è l’ex sindaco di Messina Buzzanca in un post su fb, commentando la sentenza della Corte Suprema, che ha cassato senza rinvio la condanna a 4 mesi di reclusione emessa dalla Corte d’Appello di Messina, nell’ambito del processo “Corsi d’oro 1”. La sesta sezione della Cassazione ha confermato l’associazione a delinquere per gli impuntati, dichiarate prescritte le accuse di truffa.Per Daniela Schirò resta in piedi l’accusa di associazione a delinquere e la pena dovrà essere rideterminata dalla Corte di Reggio Calabria. Le accuse contestate a vario titolo erano: associazione finalizzata al peculato ed alla truffa, reati finanziari e falsi in bilancio connessi alla gestione degli enti di formazione professionale, peculato, truffa e tentativo di truffa. La Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura di Messina sul peculato. Oggi l’ex sindaco della città dello Stretto affida ai social il suo sfogo e annuncia che “adesso è il tempo dei risarcimenti per i danni subiti”.

Ecco cosa scrive Buzzanca:

La moglie di Buzzanca!

Dopo 7 anni la Suprema Corte cassa senza rinvio la condanna a 4 mesi di reclusione emessa dalla Corte d’appello di Messina nei confronti di mia moglie, Daniela D’Urso.

Daniela é stata arrestata (domiciliari) il 17 luglio del 2013.

La Corte di Cassazione il 12 dicembre ha annullato con rinvio l’ordinanza che aveva disposto la custodia cautelare.

Dopo 6 mesi di restrizione della libertà personale (23 gennaio 2014), il Tribunale ha disposto la scarcerazione.

La Procura della Repubblica, ha contestato la scarcerazione, contestando anche l’associazione a delinquere (reato per cui é stata sempre assolta). Secondo l’accusa doveva restare ancora in custodia custodia cautelare.

Il Tribunale del riesame nel mese di aprile del 2014 ha rigettato il ricorso della Procura.

Daniela non andava arrestata ma era ed é mia moglie.

Ora é il tempo del risarcimento dei danni subiti per ingiusta carcerazione.

Nulla peró può ripagare la moglie dell’ex Sindaco Buzzanca e la sua famiglia del linciaggio mediatico senza precedenti cui é stata sottoposta”.