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Ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria, Oliverio: “questa legislatura ha prodotto molto”

Oliverio Irto

Ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria, Oliverio: “questa legislatura ha prodotto molto. Ci sono anche limiti ed insufficienze, ma queste non possono far dimenticare la sostanza di quanto si è riusciti a fare”

Il Consiglio regionale, riunitosi oggi pomeriggio a Reggio Calabria, ha approvato l’autorizzazione all’esercizio provvisorio della Regione e il Bilancio di previsione del Consiglio regionale. L’Aula ha quindi approvato la modifica alla legge 14 del 2014, di “Riordino del servizio di gestione dei rifiuti urbani in Calabria”, per consentire l’attribuzione dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, le funzioni della Comunità d’Ambito. Approvato,inoltre, il provvedimento di bilancio consolidato dell’anno 2018 della Regione, la proposta di legge sulla “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali, dei boschi vetusti, dei filari, delle alberate e della flora spontanea di alto pregio della Calabria”, e le “Modifiche alle leggi regionali 31/2019, 36/2019 e 37/2019”, in materia di attività edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale, e procedure per l’esecuzione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica. Completato l’ordine dei lavori, e approvati alcuni provvedimenti inseriti in corso d’opera, ha preso la parola il Presidente della Giunta regionale Oliverio che ha fatto una breve rassegna dei risultati raggiunti, toccando vari argomenti e settori di competenza regionale.

“Questo Consiglio – ha detto – ha prodotto strumenti importanti, sia legislativi che di programmazione. Ha prodotto un salto di qualità dal punto di vista della programmazione legislativa. È un fatto importante che va a merito di tutto il Consiglio. Guai a non avere la bussola dell’attività e dell’orgoglio dell’attività della rappresentanza. Andare, altrimenti, a briglia sciolta significa la Vandea. Camminare nella nebbia non va bene, se non c’è un orizzonte, una bussola. E le istituzioni – ha detto – sono lo strumento di questa bussola. È necessario discernere. Non si possono annacquare le responsabilità, che sono nelle funzioni di chi governa, e nelle funzioni di chi esercita il ruolo di opposizione. La legislatura si chiude in maniera ordinata anche dal punto di vista amministrativo. Si sarebbe fatto a male ad approvare il bilancio di previsione che spetterebbe di diritto al prossimo Consiglio, coerente con il programma di chi andrà a governare la Regione. Il Consiglio ha il merito di dotare la Regione di strumenti fondamentali relativamente al sistema trasporti, alle infrastrutture viarie, alla portualità (fatto significativo e che andrebbe affrontato riguarda i ritardi registrati per mere formalità), al sistema aeroportuale (tutti e tre gli scali aeroportuali sono in crescita). Attenzione al piano regionale dei rifiuti (la raccolta differenziata continua a crescere), alla progettazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Il governo del territorio, la legge urbanistica che ha previsto il consumo di suolo zero”.

Oliverio ha anche ricordato le battaglie condotte contro i vari governi per contrastare i commissariamenti nel settore della sanità. “Siamo stati privati di funzioni importanti – ha sostenuto – in settori decisivi della vita pubblica della Regione, come la sanità. Privati dei poteri che la Costituzione assegna alla Regione. Mi sono battuto contro tutti i governi, quelli amici e non e non ho mai guardato ai colori politici. Abbiamo incalzato, criticato e chiesto un cambio di passo senza guardare ai colori dei governi che si sono succeduti, ma il cambio di passo non è venuto. Oggi la Corte costituzionale ci dà ragione e dice che è illegittimo un commissariamento perseverante e senza termine. Siamo contenti, ma ormai è tardi. I danni prodotti sono pesantissimi e le conseguenze le paga questa terra. Bisogna continuare a battersi perché la Regione si riappropri delle funzioni di governo della sanità. I governi devono assolvere ad una funzione di accompagnamento e non sostituirsi alle Regioni. I diritti, a partire dal diritto alla salute, non possono essere diversicati in termini di aree territoriali come, purtroppo, avviene oggi nel nostro Paese. Questa pagina nera deve essere chiusa definitivamente. Ci sono tutte le condizioni perché si riaffermino i diritti attraverso la costruzione di un servizio sanitario qualificato, efficiente e pienamente rispondente alle esigenze dei calabresi”.
Il Presidente della Regione, quindi, ha sottolineato l’attenzione della legislatura per la valorizzazione delle Autonomie locali. Tutto il volume delle risorse programmate è stato trasferito per il 49% ai Comuni e, per l’altro 51% alle Università, ai Parchi, al sistema territoriale e anche agli enti di Stato che operano in Calabria per realizzare gli ammodernamenti necessari, supplendo anche qui ad una funzione dello Stato che continua ad essere assolutamente inadeguata e insufficiente e, per molti versi, sordo rispetto al Sud e alla Calabria.
Parlando di quanto è stato fatto sul lavoro, ha affermato che senza una radicale modifica delle politiche nazionali, “ed anche europee”, non potranno esistere mai condizioni favorevoli per investire al Sud.

Parte del suo intervento Oliverio l’ha dedicata alla programmazione europea.”La Calabria – ha detto Oliverio – ha raggiunto gli obiettivi del target fissati al 31 dicembre di quest’anno, ottenendo 143 mln di euro di premialità, di cui oggi abbiamo deciso le destinazioni. Siamo stati la prima Regione del Sud per obiettivi raggiunti”. Poi ha trattato gli aspetti politici dopo aver ringraziato l’opposizione per aver saputo svolgere il suo ruolo. “Spesso – ha detto – la più grande opposizione è venuta dalla mia maggioranza. Ma una Regione non può essere governata con una visione corta, che non solo i problemi li lascia, ma li fa aggravare. Quando si amministra bisogna farlo pensando al bene comune anche quando non si pensa al contingente, ma ad uno sviluppo futuro sostanziale e di lungo respiro. Umilmente si è cercato di servire la comunità da cui si è avuto il consenso, con obiettività, senza la ricerca del consenso. Per i precari che provengono dalla mobilità in deroga si è tentato di dare garanzie economiche a diversi livelli ed in diversi settori, anche spingendo oltre quanto previsto dai vari ministeri interessati. Una serie di richieste sono state avanzate al Governo per il finanziamento dei forestali, delle ZES, degli Lpu-Lsu”. “Credo – ha concluso il presidente della Giunta regionale – che abbiamo fatto il nostro dovere. Certo, la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, e nessuno è Re Mida in questa terra. Questa legislatura, sul piano dei risultati, ha prodotto molto. Ci sono anche limiti ed insufficienze, ma queste non possono far dimenticare la sostanza di quanto si è riusciti a fare”. Prima che la seduta si sciogliesse, anche il Presidente del Consiglio regionale Nicola Irto ha rivolto un breve messaggio all’Aula.