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Manovra, i grillini: “contenti che non sia stato toccato il reddito di cittadinanza”

Manovra, i grillini: “contenti che non sia stato toccato il reddito di cittadinanza, oggetto di una narrazione strumentale e distorsiva”

Francesca Flati, deputata del M5S, componente della Commissione Bilancio e della Commissione di vigilanza Rai, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla manovra. “Abbiamo approvato la manovra, non era scontato visti i tempi che si sono allungati, però ce l’abbiamo fatta e all’interno ci sono tante misure importanti per famiglie, disabili e persone che hanno veramente bisogno –ha affermato Flati-. Nella manovra ci sono anche misure che riguardano archi temporali più lunghi. Abbiamo inserito in questa manovra una serie di stanziamenti dal 2021 al 2034 che diventeranno contributi ai comuni per far fronte al disagio sociale, al degrado. Reddito di cittadinanza? Contenti che non sia stato toccato. Sul reddito c’è stata una narrazione strumentale e distorsiva. Dobbiamo ricordare che stiamo parlando di persone che hanno difficoltà oggettive, lo Stato doveva fare qualcosa per questi 5 milioni di poveri. E’ fondamentale avere una misura del genere”.

Sulla web tax. “Stiamo parlando di un settore che non era minimamente tenuto in considerazione e che è molto favorito dai paradisi fiscali all’interno della stessa UE. Da qualche parte bisognava iniziare, questo è un primo passo, sicuramente ci sarà bisogno di ulteriori interventi. Le misure non sono a se stanti, dobbiamo considerarle come un percorso in divenire”.

Riguardo la lotteria degli scontrini. “Questo è sicuramente un incentivo a richiedere gli scontrini, però cerchiamo di non considerarla come una svolta per la vita”.

Secondo l’ultimo rapporto di Worlds of Journalism Study (Columbia University Press, 2019) in Italia ci sono i giornalisti più a sinistra d’Europa. “Una volta si diceva che chi si occupa di cultura è di sinistra, non so se questa cosa corrisponda al vero. In Italia abbiamo un problema non tanto con il fatto che i giornalisti siano di sinistra o di destra, ma con la capacità del giornalista di dare informazioni e non opinioni. Se un giornale o un giornalista punta sempre il dito verso una direzione, oppure cerca sempre di giustificare un certo tipo di comportamento, mi rendo conto che forse c’è la volontà di raccontare una cosa in maniera soggettiva. C’è veramente tanto da fare. Oltre a lavorare con giornalisti ed editori, credo sia importante far comprendere i meccanismi della comunicazione ai cittadini, per capire quando effettivamente si stanno utilizzando certe tecniche e quando invece ci si può fidare di quello che viene scritto”.