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Pop Bari: l’avvocato delle cento cause, ‘denunciamo da tre anni, qui tanto dolore’ (2)

(Adnkronos) – La sua battaglia procede su un binario parallelo a quella della Procura, che indaga per false comunicazioni sociali, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. L’avvocato lavora da anni perché la banca risarcisca alcuni dei suoi soci più ‘fragili’ per il mancato rispetto delle regole Consob sul risparmio e la vendita di strumenti a soggetti che non potevano comprendere il rischio del loro investimento. Molte delle cause sono partite un anno e mezzo fa. “Siamo in una fase delicata, quella dell’accertamento tecnico”, spiega. Dalla fine dell’estate, i periti nominati dai giudici stanno verificando e accertando i profili di rischio degli investitori e le violazioni contestate, ossia se la procedura di vendita è stata corretta o se è stata ‘adattata’ all’occorrenza, a seconda del bisogno della banca di reperire capitale. Come avvenne, ad esempio, subito dopo la controversa acquisizione di Tercas, nel 2014.
Il legale è fiducioso sulle decisioni dei giudici. “Oramai conoscono la materia. Ogni caso è a sé, ma molti dei miei assistiti sono persone semplici, senza alcuna conoscenza di natura finanziaria”. Ci sarebbero, insomma, prove incontrovertibili della ‘omessa informazione’ sui rischi a cui soci e obbligazionisti sarebbero incorsi comprando titoli non quotati della banca. Tra di loro, c’è chi ha investito in azioni i soldi del Tfr oppure tutti i proventi della vendita di una casa di proprietà. Molti hanno sporto denuncia in sede penale per truffa. “In passato, abbiamo chiesto a Consob e a Procura di intervenire per fare chiarezza su queste pratiche. Stiamo denunciando questi casi dal 2016, alcuni piccoli soci sono rimasti scioccati, hanno perso tutto. C’è molto dolore, molta sofferenza”.
Poi, c’è il caso dei cosiddetti ‘scavalcamenti’ ancora da approfondire. Romito, con gli altri avvocati del team, ha avuto il via libera dal Tribunale per ottenere dalla banca l’elenco delle operazioni di vendita delle azioni a seconda degli ordini. “Nelle 70mila pagine di registro cronologico è evidente come alcuni soci abbiano avuto un trattamento privilegiato rispetto ad altri che avevano chiesto molto prima di vendere le azioni. C’è ancora molto da chiarire”. L’intervento dello Stato e le indagini della Procura hanno dato a qualche socio la speranza di potersi rivalere. “E’ un po’ come un naufrago che trova un salvagente: adesso può galleggiare, altrimenti sarebbe affondato. Pensiamo che la banca possa superare questo momento critico anche con l’intervento dello Stato, risollevarsi e risarcire i risparmiatori inconsapevoli”, sostiene Romito. Il suggerimento del legale agli azionisti della banca che ancora non l’hanno fatto è quello di “inviare immediatamente una raccomandata per contestare il danno subito e costituire in mora la banca”.