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Operazione Rinascita Scott, Siclari: “in Calabria il potere borghese coincide con quello della mafia”

Operazione Rinascita Scott, Siclari: “in Calabria il potere borghese coincide con quello della mafia in una società prona e succube in cui le classi subalterne sono inchiodate alla passività e al silenzio”

La più grande operazione antimafia dopo il maxi processo di Palermo”. Così- ricorda Pino Siclari il procuratore Nicola Gratteri definisce la maxi retata compiuta da 3000 carabinieri in Calabria alla vigilia di Natale e in prossimità delle elezioni regionali di gennaio. Epicentro del sistema la provincia di Vibo feudo della potente cosca dei Mancuso. Capace di sviluppare una stretta integrazione con il ceto politico Calabrese. Controllo sugli appalti, asservimento della pubblica amministrazione, usura, traffici illeciti, riciclaggio dei capitali sporchi in “società pulite” operanti in Italia e all’estero, ramificazioni nei nuclei istituzionali del potere che hanno costretto Gratteri ad anticipare il blitz nel timore di una fuga di notizie. Cadono nel vortice del blitz uomini politici potenti; l’ex senatore F.I. Pittelli, tramite per i rapporti con la massoneria, l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino, Nicola Adamo, esponente di vertice del PD calabrese, il sindaco di Pizzo Gian Luca Callipo. Ben 334 arresti eseguiti. Il segretario del PSI calabrese Incarnato finisce ai domiciliari. In Calabria il potere borghese coincide con quello della mafia in una società prona e succube in cui le classi subalterne sono inchiodate alla passività e al silenzio è il terreno sul quale si fonde e prospera questo sistema di potere. Un paio di giorni prima il sindaco di Villa San Giovanni Giovanni Siclari (F.I.), fratello del senatore Marco Siclari è finito nell’occhio del ciclone per le irregolarità connesse all’uso degli spazi attigui agli imbarcaderi dei traghetti privati.Il volto oscuro della mafia convive con quello, oscuro anch’esso, di un sistema corrotto in cui clientelismo e trasformismo continuano ad imperversare. A Reggio Calabria- prosegue Siclari– il consigliere delegato del sindaco PD Falcomatà, Marino, alla vigilia delle elezioni regionali, passa a Fratelli d’Italia senza che il suo incarico sia revocato. Tutto ciò alimenta ancor più l’ondata di populismo reazionario che rafforzerà ancor più la destra più sfrontata sul terreno elettorale. Si pone a tal punto una riflessione su quello che sarà l’impatto dell’autonomia differenziata su una regione così disastrata. Tutto ciò dà ancora più forza alle ragioni che sono state alla base della grande assemblea del 7 dicembre e spinge il PCL ad alimentare ulteriormente le iniziative anche nella società meridionale. Di fronte a una devastazione così grave e profonda prodotta dal sistema capitalistico, proprio nel momento in cui le classi subalterne si mostrano più deboli e inerti occorre proporre loro l’unica via, difficile ma non eludibile, di costituire oggi opposizione e progettare un’alternativa rivoluzionaria e socialista. Non il giustizialismo ma la rivoluzione potrà sconfiggere la mafia”, conclude.