fbpx

Mafia: depistaggio Borsellino, Scarantino a Pianosa ‘o mi impicco o inizio a collaborare’

Palermo, 5 dic. (Adnkronos) – “Non ce la faccio più a Pianosa. O mi impicco, oppure inizio a collaborare con i magistrati”. Così, il falso pentito Vincenzo Scarantino diceva alla moglie Rosalia Basile, nel corso di un colloquio nel carcere di Pianosa, finito tra le intercettazioni trascritte e depositate al processo sul depistaggio sulla strage Borsellino, di cui l’Adnkronos è in possesso. Scarantino è stato in carcere Pianosa dal settembre 1992, dal giorno del suo arresti, fino al 15 luglio 1994, tre settimane dopo avere iniziato a collaborare. Parlando con la moglie, nel frattempo ex, Scarantino chiede alla moglie di “giurare sulla testa della bambina” ma la frase è incomprensibile, come dicono i poliziotti che trascrivono le intercettazioni. Scarantino fa riferimento “a una macchina dicendo che la vettura è quella e di lasciar perdere quello che dicono gli avvocati”. E aggiunge: “Racconto quattro balle”, ma gli inquirenti specificano che “non si capisce il contesto” e poi “chiede alla moglie di giurare nuovamente sulla vita della figlia che è presente”.
Nei mesi scorsi, interrogato al processo che vede alla sbarra tre poliziotti, Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, accusati di concorso in calunnia, aveva detto: “A Pianosa era diventata una cosa insopportabile, non ce la facevo”.
E disse: “M facevano spogliare nudo e”¦ c’era quella paletta per controllare se c’è ferro o meno e mi davano dei colpi con quella nelle parti intime, mi dicevano di guardare a terra e mi davano schiaffi in bocca appena lo facevo, e calci con gli anfibi anche, erano tutti in mimetica, sembrava di essere nel carcere di Fuga di mezzanotte. E tutte le zozzerie col mangiare, pisciavano nella minestra, mettevano le mosche nella pasta e anche i vermi quelli che si usano per pescare. I primi giorni non me ne accorgevo perché mangiavo con la luce spenta in cella. Quando ho iniziato ad accendere la luce ho visto cosa mi mandavano. Così ho iniziato a non mangiare più. Quando mi hanno arrestato pesavo 110 chili, ma ho raggiunto i 57 kg”.