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Mafia: depistaggio Borsellino, Scarantino a Pianosa ‘o mi impicco o inizio a collaborare’ (2)

(Adnkronos) – E poi c’erano delle voci in giro, che si rincorrevano tra le guardie della prigione. “Dicevano che avevo l’Aids – raccontava ancora Scarantino -. Io stavo in una cella in cui non c’era niente, sono stato sei mesi con la stessa tuta, avevo sempre le stesse mutande e le stesse calze, non cambiavano mai le lenzuola. Oggi posso dire che tutto questo era per farmi terrorismo psicologico. Un giorno ho provato a far prendere un po’ di aria alle lenzuola e una guardia ha iniziato a gridare che mi stavo impiccando. Tante umiliazioni, quante cose schifose mi hanno fatto». Eppure racconta di essersi sentito diverso a Pianosa, “forte, un leone, non me ne fregava niente”. Ora le intercettazioni depositate al processo Borsellino.
“Vincenzo le dice – trascrivono gli investigatori – che ha parlato con i giudici in merito a degli omicidi e fa dei nomi incomprensibili. Rosalia Basile riferisce che lui è veramente impazzito e che ha sentito le notizie della televisione. lui le chiede se vuole parlare con i poliziotti e con i magistrati ricevendo una risposta negativa”.
In un altro colloquio tra moglie e marito, Rosalia Basile dice a Vincenzo Scarantino: “”Perché ti rispettano? Perché vogliono il suo (loro ndr) scopo” e Scarantino chiede “se vogliono il suo scopo cosa, Ro’…”, la donna cerca di essere più chiara affermando: “vogliono raggiungere il loro scopo, vogliono sapere cose che tu.. non lo so.. boh”. E Scarantino: “Cose che io non so?” e la moglie ribatte: “Che tu non sai”. A quel punto Scarantino si alza e abbraccia la moglie bisbigliandole all’orecchio e poi le dice a voce più alta: “I bambini cresceranno con tanta dignità, con tanta educazione”. Da lì a poco, Scarantino decise di collaborare con la giustizia. Infatti, salutando la moglie le dice: “Preparati tutto il necessario, sono stato chiaro? Verranno a prelevarti con i bambini alle due o tre di notte, sarà presente anche una poliziotta bionda”.