fbpx

Mafia: depistaggio Borsellino, le lacrime del pm indagato Palma ‘Io adoravo Paolo’/Adnkronos (4)

(Adnkronos) – Non sono mancati i momenti di tensione in aula. Specialmente quando il magistrato, parlando dei processi precedenti sulla strage di via D’Amelio, dice: ‘Io venivo attaccata in aula dai difensori degli imputati che oggi sono parte civile”. Una frase che fa insorgere l’avvocato Giuseppe Scozzola, che difende Gaetano Scotto e Vincenzo Orofino, che furono condannati ingiustamente per il processo Borsellino. “Se noi siamo parte civile è perche siamo stati calunniati”, dice a gran voce. E Palermo replica gelida: “Lei sedeva a difendere gli imputati”. Scozzola alza ancora di più la voce: “Imputati che sono stati assolti e revisionati”. E aggiunge: “La smetta. Non permetto che un indagato di reato connesso faccia queste affermazioni”. A questo punto il Presidente D’Arrigo ha sospeso l’udienza per cinque minuti. Fiammetta Borsellino, presente in aula, è rimasta impassibile ad ascoltare il botta e risposta tra l’avvocato generale di Palermo Palma e l’avvocato Scozzola.
Anche Bruno Contrada, l’ex 007, entra nella deposizione di Annamaria Palma. “Non ho mai incontrato personalmente Bruno Contrada. E non ho mai sentito parlare di rapporti tra la Procura di Caltanissetta e il Sisde, salvo leggendo poi i giornali”, dice rispondendo a una domanda del Procuratore Paci. Lo scorso 5 aprile, Bruno Contrada era stato sentito nel processo di Caltanissetta e aveva detto che “24 ore dopo la strage di via D’Amelio” l’allora Procuratore di Caltanissetta Gianni Tinebra, appena insediato, incontrò nei suoi uffici proprio l’allora numero due del Sisde, Bruno Contrada. Un incontro “fortemente voluto dal Procuratore”, come aveva detto allora Contrada. Quel lunedì pomeriggio Tinebra avrebbe chiesto aiuto a Contrada: “Mi deve dare una mano nelle indagini”, gli disse. Ma Contrada avrebbe nicchiato e avrebbe risposto: “Nei Servizi segreti non facciamo indagini, ma posso darle un aiuto”. Oggi Palma dice anche di avere indagato su Contrada: “Io, e i colleghi Petralia e Di Matteo abbiamo svolto indagini sull’ipotesi della presenza di Contrada in via D’Amelio al momento della strage”.
Poi nel corso del controesame, condotto dall’avvocato di parte civile Rosalba Di Gregorio, che assiste alcuni degli imputati accusati ingiustamente dal falso pentito Vincenzo Scarantino, replica anche alle polemiche che ci sono state nei giorni scorsi dopo la pubblicazione delle intercettazioni tra il pm Carmelo Petralia e Scarantino, in cui Petralia dice al falso pentito: “Si tenga forte, iniziamo un lavoro importantissimo che è quello della sua preparazione alla deposizione al dibattimento”. Oggi Palma spiega: “Preparare un collaboratore è una cosa che si è sempre fatta e molti pm continuano a farlo anche oggi. Non ha un significato di suggerimenti ma di spiegare a un collaboratore che non è mai entrato in un’aula di giustizia, come si svolgerà il dibattimento, chi si troverà davanti. Non c’è nessuna norma che vieti la cosiddetta preparazione”. “Il termine ‘preparazione’ è veramente infelice – dice rispondendo alle domande dell’avvocato Rosalba Di Gregorio – perché non si riferisce a suggerimenti o a dare ordini. La controprova della inesistenza della ‘preparazione’ di Scarantino del termine si ha proprio nelle sue lamentele e numerose contestazioni che gli ho posto”. Oggi si sarebbe dovuto sentire anche l’altro pm, Carmelo Petralia, oggi Procuratore aggiunto di Catania, ma il Presidente del Tribunale Francesco D’Arrigo ha ritenuto di rimandarlo in un’altra udienza data la prevista durata della deposizione di Annamaria Palma. Che, alla fine, è stata effettivamente una deposizione fiume. Il processo è stato rinviato al prossimo 10 gennaio.