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Liliana Segre cittadina onoraria di Messina

Liliana Segre

Il consiglio comunale di Messina conferisce all’unanimità la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre

Liliana Segre cittadina onoraria di Messina. Stamattina il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la proposta avanzata dai cinque stelle. Con il voto del consiglio anche la città dello Stretto si unisce alla lista di comuni di italiani che conferiscono questo speciale riconoscimento alla senatrice a vita, superstite dell’Olocausto e recentemente vittima di una campagna d’odio sui social. Segre è nata a Milano nel 1930 ed è attiva testimone della Shoah italiana. Il 30 gennaio 1944 venne deporta nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio. Venne liberata il primo maggio 1945 dal campo di Malchow. Il 19 gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Gennaro punzecchia il sindaco De Luca

Il voto unanime espresso dal civico Consesso è stato un forte segnale politico, che ha allineato la nostra città al resto delle città italiane che mostrano un sano spirito di comunità. Messina si è espressa e vuole che l’esempio di vita della Senatrice Segre sia parte integrante della sua cultura e della sua storia cittadina.
La votazione di oggi ha marcato la profonda differenza politica ed istituzionale che esiste tra il civico Consesso e l’Amministrazione in carica. Infatti, mentre nei giorni scorsi a Milano più di 600 Sindaci provenienti da tutta Italia sfilavano in Corteo con la fascia tricolore per tributare la solidarietà alla Senatrice Liliana Segre delle comunità da loro rappresentate, la città di Messina era assente. Il Sindaco non ha ritenuto opportuno aderire ad una manifestazione storica, lasciando credere a tutto il Paese che la tredicesima città d’Italia non fosse solidale nei confronti di una donna che ha subito sulla propria pelle la brutalità e la violenza del fascismo di ieri e di oggi.
L’iniziativa odierna del Consiglio comunale ha dimostrato che le cose non stanno così ed ha ridato onore ad una comunità che merita di essere rappresentata meglio e con maggiore attenzione. Oggi in Consiglio è stato dimostrato che la diversità di opinioni politiche può essere tramutata in pluralità democratica, che la differenza di schieramento non è un limite ma un punto di forza, soprattutto se il dibattito è incentrato sul tema della lotta al fascismo e alla violenza in tutte le sue forme (anche politiche).
Oggi, è certamente uno di quei giorni in cui sono più orgoglioso del solito di far parte del Consiglio comunale della mia città perché sento di averla rappresentata bene, probabilmente meglio di chi porta la fascia tricolore ma non ne comprende il significato fino in fondo. La città di Messina ha bisogno di input positivi e merita una rappresentanza politica che sappia cogliere le occasioni. Una classe dirigente che sappia mostrare al resto d’Italia le caratteristiche migliori della nostra comunità e non certamente le “sparate” peggiori che si possano immaginare (anzi, che nessuno mai oserebbe nemmeno immaginare, come andare in moto dentro la Casa comunale). Messina merita di stare tra le città principali del Paese. Tra quelle che possono essere un esempio positivo per tutte le altre. Una città nella quale la classe politica dirigente non abbia alcun dubbio che scendere in Piazza per difendere una donna, un simbolo, un sentimento nazionale di solidarietà e di libertà dall’oppressione fascista, sia più importante che risolvere il problema delle luminarie di Piazza Cairoli. Questo è il compito della politica. Per fortuna oggi la comunità messinese ha potuto aggrapparsi al proprio Consiglio comunale“- scrive il consigliere comunale Gennaro, commentando il voto del consiglio.