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Catania, Paxia: “Rilanciare l’Istituto per Ciechi Ardizzone promuovendo una nuova cultura per non vedenti”

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Anche la deputata Paxia alla rimpatriata degli ex allievi dell’Istituto per Ciechi Ardizzone Gioeni di Catania

La rimpatriata degli ex allievi dell’Istituto per Ciechi Ardizzone Gioeni è stata l’occasione per alcune riflessioni sull’attuale situazione della struttura che ha segnato la storia della città di Catania.

All’incontro ha partecipato anche la deputata catanese del MoVimento 5 Stelle Maria Laura Paxia, che si è confrontata con i numerosi partecipante alla riunione, soffermandosi sul momento di crisi che sta attraversando l’istituto donato dal barone Tommaso Ardizzone Gioeni.

Fra i presenti anche l’ex allievo Alfio Pulvirenti, professore di riabilitazione cardiologica, che ha sottolineato come “i ciechi del passato, i ciechi del presente e i ciechi del futuro saranno ciechi. Noi riconosciamo in questo luogo come il posto che ci ha formato nella vita e nella professione e vogliamo che questo patrimonio culturale resti dei non vedenti e tutto ciò che si realizza al suo interno sia nel solo interesse dei non vedenti”.

All’incontro ha anche partecipato la Presidente dell’Unione Ciechi di Catania, Rita Puglisi che ha aggiunto: “Ancora oggi ci sono importanti lasciti in favore dell’Istituto Ardizzone Gioeni, ma mancando un consiglio di amministrazione a causa dell’attuale gestione commissariale, non si ha il pieno controllo delle attività che si svolgono. Vogliamo dialogare con le Istituzioni, perché va discussa la situazione di questo bene”. 

L’on Paxia ha concluso l’incontro dichiarando: “La struttura per oltre un secolo è stata fondamentale per la formazione di centinaia di non vedenti. Queste persone hanno acquisito delle professionalità che hanno permesso loro di avere la loro autonomia lavorativa e personale. E’, quindi, necessario promuovere in questo luogo una cultura che gli consenta di lavorare nella nostra società attuale, rinnovandosi. Il primo passo fondamentale da fare, adesso, è quello di ricostituire il Consiglio di amministrazione, inserendo al suo interno alcuni rappresentanti dei non vedenti”.