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Inpgi, Confassociazioni: “Tavolo tecnico deve rispondere a molte domande”

Roma, 19 dic. (Adnkronos/Labitalia) – “Il tavolo tecnico istituzionale che oggi chiediamo sull’ipotesi di far entrare nell’Inpgi i comunicatori italiani deve rispondere a molte domande: chi sono i comunicatori interessati? Di quali competenze e di quali organizzazioni si dotano? Come siamo arrivati alla stima di una platea di 20.000 persone? E si parla solo di dipendenti o anche di liberi professionisti? Tutte cose non chiare”. Così Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, che riunisce oltre 602 associazioni professionali con oltre 1 milione di iscritti, è intervenuto alla conferenza stampa indetta dalle reti dei comunicatori alla Camera dei deputati.
Deiana contesta l’inserimento dei comunicatori nell’alveo previdenziale Inpgi, perché “innanzitutto -ha osservato- c’è un problema di sostenibilità economica: una gestione previdenziale di 14.000 persone, come fa a stare in piedi? E se anche le persone diventassero 34.000 non sarebbe lo stesso sostenibile, secondo l’orizzonte dei 50 anni previsto dalla Covip, che vigila sulle Casse”.
“Col passaggio dei comunicatori dall’Inps all’Inpgi -ha concluso- stiamo togliendo risorse a persone per darle ad altri, e poi questo ammanco ce lo ritroveremo sulle spalle in termini di fiscalità generale”. Secondo i comunicatori, infatti, il costo del passaggio sarebbe di oltre 100 milioni l’anno (300 milioni nel triennio) a scapito dell’Inps, che, nell’immediato, dovrebbe comunque recuperare questa cifra dalla fiscalità generale per pagare le prestazioni in essere.