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Fp Cgil e Uiltrasporti: “che fine ha fatto il premio di produttività per i lavoratori di MessinaServizi?”

Fp Cgil e Uiltrasporti chiedono al sindaco e alla società di riaprire il tavolo di confronto con i sindacati dopo i ritardi sull’avvio del porta a porta che rischiano di penalizzare i lavoratori incolpevoli

“Dove sono finiti i 10 milioni di euro promessi come a titolo di premio dei lavoratori di MessinaServizi per la raccolta porta a porta? Sono stati distolti per altre finalità? E’ intenzione MessinaServizi e Socio unico, cioè il Comune di Messina, prevedere la riformulazione con il sindacato di un premio legato agli obiettivi aziendali per l’anno prossimo? Questa governance procederà alla stesura di un piano industriale per la società MSBC e alla definizione completa dell’organigramma aziendale?”.

Sono le domande che Fp Cgil e Uiltrasporti hanno deciso di indirizzare al Cda di MessinaServizi e al sindaco Cateno De Luca. Domande volte a “fare chiarezza su quanto avvenuto nel corso del corrente anno in merito al sistema di premialità concordato per i lavoratori ed in materia di gestione rifiuti, compreso il cronoprogramma della raccolta differenziata svolto in città. Quesiti giudicati necessari a comprendere gli scenari economici ed organizzativi previsti per il 2020 e le ricadute sui lavoratori di MSBC”.

In una lettera inviata al presidente di MSBC Pippo Lombardo, al sindaco Cateno De Luca e all’assessore all’Ambiente Dafne Musolino, i segretari Francesco Fucile e Michele Barresi pongono la lente di ingrandimento su alcuni dei nodi salienti che hanno caratterizzato scelte e dinamiche organizzative nella gestione della società e del comparto rifiuti. E chiedono risposte.
“Possiamo affermare che l’accordo sul premio pari a 10 milioni di euro, proposto dal Sindaco Cateno De luca, da corrispondere ai lavoratori con un sistema a scalare in caso di raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro dicembre 2019 non avrà alcun esito.

Di certo –spiegano Fucile e Barresi- il mancato raggiungimento dell’obiettivo non è in alcun modo riconducibile all’operato dei dipendenti, che operano con regimi di produttività indiscutibili da oltre un anno. Le responsabilità restano in capo esclusivamente ad una programmazione rilevatasi inadeguata da parte della governance aziendale che mai nel corso del corrente anno ha dato la sensazione di poter nemmeno sfiorare i risultati che la norma impone e che il socio unico aveva annunciato in sede di Salva Messina. Obiettivi che, a dire il vero, apparivano alla portata solo negli spericolati proclami del Sindaco ma che nell’interesse di lavoratori e della cittadinanza avevamo colto come scommessa da farsi”.

Per i due sindacati i ritardi nel raggiungimento del 65% di differenziata entro il termine che il sindaco aveva enunciato non possono essere adesso pagati dai lavoratori di MessinaServizi: “Gli errori nelle fasi di avvio sono stati tanti e tutti di chiara matrice gestionale. Basti pensare agli scontri con le utenze condominiali, che hanno portato la questione al Tar. O la mancanza di un accurato studio propedeutico del territorio, delle sue peculiari caratteristiche ed esigenze, con l’applicazione di quello che appare come uno pseudo “modello Santa Teresa” probabilmente inadeguato per una città come Messina”.

Per Fp Cgil e Uiltrasporti: “l’accordo sottoscritto dal presidente della Messinaservizi e dal Sindaco con le organizzazioni sindacali rispetto al premio produzione concordato negli incontri del 22 e 29 dicembre 2018 è stata una scommessa fatta prima di tutto nell’interesse della città. Poi però è calato il silenzio. Nonostante le richieste formulate ufficialmente in più occasioni dai sindacati, l’accordo sulla premialità ai lavoratori non è mai stato oggetto di revisione tra le parti, ed oggi appare vittima della carenza di un cronoprogramma reale e trasparente sulla raccolta differenziata che resta prerogativa degli spot del Sindaco che già lancia la “nuova sfida” al febbraio 2020. Ad oggi manca una reale riorganizzazione del lavoro basata su un un piano industriale, la cui stesura continua a mancare tra gli atti fondamentali di gestione di MSBC”.

“Relativamente all’anno 2020, il Sindaco della città ha dichiarato che il costo della Tari prevista nel piano finanziario appena approvato dalla Giunta non aumenterà, quindi deduciamo che il gettito proveniente dalla stessa tassa evidentemente non sarà inferiore a quello dell’anno 2019. Pertanto appare logico che sussisteranno ancora quelle risorse utili (10 milioni di euro) per poter fissare nuovamente un premio produttività da destinare ai lavoratori in caso di raggiungimento degli obiettivi in materia di raccolta differenziata secondo programmi condivisi e auspichiamo realistici”– scrivono Fucile e Barresi.

Fp Cgil e Uiltrasporti auspicano che il Sindaco di Messina, nella qualità di socio unico, esca dal silenzio e si confronti assieme al management aziendale con le organizzazioni sindacali. Perché si tratta di temi di fondamentale importanza per i lavoratori e per la cittadinanza.