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Villa San Giovanni: primo consiglio comunale dopo l’arresto del sindaco Siclari, il discorso del consigliere Santoro

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Villa San Giovanni: primo consiglio comunale dopo l’arresto del sindaco Siclari. Ecco il discorso del consigliere Santoro: “la minoranza la smetta di prendere in giro i villesi”

Di seguito il testo integrale del discorso del consigliere Mariagiovanna Santoro durante il consiglio comunale di Villa San Giovanni:

Buonasera Presidente,

buonasera colleghi consiglieri, cittadini che ci seguono da casa e pubblico presente, naturalmente il saluto va anche e soprattutto a quei volti che non ho mai avuto il piacere di vedere in aula e che trovo spesso, per fortuna siete pochi, a commentare sui social sempre e comunque per provare a macchiare la nostra immagine di persone per bene trovando una comodissima e speculativa sponda sempre nella stessa stampa di parte. Fortunatamente è notevolmente maggiore la presenza di cittadini che è qui semplicemente per capire, per sentire le nostre ragioni e per avere un quadro della situazione più chiaro e che credono che è necessario lavorare per la città piuttosto che strumentalizzare il momento politico per scopi personali. Prima di iniziare, Presidente, vorrei chiarire che tutto ciò che dirò durante questo mio intervento è un mio parere personale, un mio pensiero e parlerò in maniera più generica possibile, per cui se qualcuno si sentirà “punto” peggio per lui, vorrà dire che sto raccontando le cose per come stanno! Dunque, era l’11 Giugno 2017 quando i miei concittadini villesi mi hanno e ci hanno regalato la possibilità di intraprendere un percorso come amministratori della nostra città. Non finirò mai di ringraziare le 291 persone che mi hanno permesso di essere qui, che mi hanno dato fiducia e che hanno pensato che io, insieme ai miei colleghi, alla mia squadra, potessi dare un contributo per il bene della città.

Ecco, “ il bene della città”! Troppo spesso abbiamo utilizzato questa espressione senza renderci assolutamente conto dell’importanza di questa frase. A mio modestissimo parere, fare il bene di una città vuol dire agire, comportarsi, fare, prendere delle decisioni sapendo di portare un concreto miglioramento, di lasciare un’impronta positiva, magari accettando anche di mandare giù qualche boccone amaro e di mettere da parte l’egoismo, l’egocentrismo ma soprattutto gli interessi personali! Allora mi chiedo: chi, in quest’aula, ha fatto il così tanto richiamato “bene della città”? Chi ha messo davanti ai propri interessi, ai propri traguardi personali, alle proprie ambizioni, il bene dei cittadini? Sicuramente non voi dell’opposizione che sin dall’insediamento avete messo davanti a voi soltanto un’unica azione politica: quello di screditare in ogni modo con ogni mezzo con ogni strumento le persone che siedono nella maggioranza. Colpire le persone, le famiglie, le aziende e non avete mai provato a lavorare per l’interesse dei cittadini. Quei cittadini onesti, che lavorano duramente, che cercano di dare un’educazione ai propri figli, che cercano di garantire loro un futuro dignitoso, con sacrifici quotidiani e comportandosi sempre in maniera onesta e cristallina. Avete, cari colleghi, mai spiegato a chi vi ha votato che eravate pronti a servire la città a condizione che? A condizione che foste diventati Presidenti del Consiglio, caro Aragona? A condizione che foste diventati assessori, cara Ciccarello e Labate? I cosiddetti micariani che non si capisce cosa significa. A condizione che foste diventati Presidenti di qualche Commessione consiliare? Come mai condizionate sempre tutto in modo strumentale e a scopo personale? Il signore o la signora anziana che ci chiedono come mai non viene raccolta la spazzatura, pensate che stiano aspettando che qualcuno di noi faccia il salto di qualità, di carriera, per avere una risposta? La mamma dell’alunno della scuola elementare di Pezzo pensate che aspetti che noi finiamo di fare i giochetti ed i passaggi tra maggioranza, minoranza, gruppi misti e altre stupidaggini simili?

Eppure questo succede, cari amici! Questo è quello che ho visto in quest’aula, ma fatte peggio fuori da quest’aula, quando vi nascondete dietro qualche giornalista, o dietro qualche utente facebook o dietro lettere anonime sempre con un solo scopo: quello di attaccare la persona che ha vinto le elezioni e mai per amore di verità che non è scritta ne dall’utente facebook, ne nelle lettere anonime, ne dal giornalista. Ed in tutto questo, sacrificate “il bene della città, per il bene vostro personale. Ho visto che le decisioni, le più importanti tra l’altro, sono sempre state condizionate dai capricci e dai dispetti, dalle ripicche e dagli attacchi personali, dai ricatti per avere, non so, magari un posto in giunta, tanto per dirne una! Tutto gira sempre e solo intorno a queste conquiste personali e mai, dico mai, intorno al bene reale della comunità. Presidente, ho visto colleghi consiglieri farsi in 4 per cercare di accontentare 1 o 2 associazioni solo perché al loro interno si raggruppa parte del loro elettorato. E le altre associazioni? E gli altri cittadini villesi? Non contano? Non “servono”? No, e perché? Tanto votano qualcun altro, per cui è inutile accontentarli, svenarsi per loro! Che se ne occupi qualcun altro! Noi teniamoci i nostri buoni! Eh no, non funziona così. La città è di tutti, i problemi sono di tutti, non ci sono cittadini importanti e cittadini meno importanti, cittadini di serie A e altri di serie B. Vede Presidente, questo si riflette anche in altri contesti come per esempio i famosi “schieramenti”. A Villa funziona così: se rientri nelle grazie di alcuni, allora non vieni attaccato dalla stampa locale, anzi, vieni esaltato, elogiato, incoraggiato. Se, al contrario, appartieni allo schieramento opposto, uno schieramento diverso, allora sei vittima di insulti, offese, qualunque cosa tu faccia viene riportata in modo falso dalla stampa e considerata comunque sbagliata, a prescindere, sempre e comunque! Perchè si fa questo? Per dare sfogo a tutte le proprie frustrazioni, cattiverie, insoddisfazioni personali, per cercare sempre di denigrare il prossimo, infangarne il nome, a volte anche di un’intera famiglia. E per cosa? Per accaparrare consensi? Perché si è sempre in lizza per nuove elezioni?

Poi gira la notizia in comune che la giornalista Caminiti vuole candidarsi se cade il Sindaco Siclari o lei o il marito? Questo è l’obiettivo? Forse non lo può dire adesso perché altrimenti diventa incompatibile con il ruolo di giornalista corrispondente di Villa San Giovanni per la Gazzetta del Sud? La politica è fatta di regole. Chi vuole candidarsi lo dica e inizi a fare politica però con gli stessi strumenti degli altri e non utilizzando il proprio ruolo per il successo personale sacrificando il “bene della città”. Quando ho deciso di candidarmi Presidente, ho pensato che questa esperienza mi avrebbe arricchita culturalmente, personalmente e sotto tanti altri punti di vista. Ad oggi, 23 Dicembre 2019, ammetto di essere estremamente delusa, in modo particolare da chi ho pensato, ingenuamente, avesse tanto ma tanto da insegnarmi! Ci avete fin dall’inizio etichettato come un’amministrazione giovane, inesperta, composta da 4 ragazzini che di politica non ne capiscono niente! Bene, Presidente, ad oggi mi chiedo: chi avrebbe dovuto insegnarci, illuminarci, indirizzarci, formarci, cos’ha fatto? Io, noi, da chi avremmo dovuto prendere esempio? Sono molto ma molto poche le persone da cui io personalmente ho appreso qualcosa in questi primi 2 anni di cammino all’ interno di Palazzo San Giovanni. E la cosa mi mortifica particolarmente! Mi viene in mente la collega consigliera Ciccarello, la quale in più occasioni ha sottolineato l’importanza dell’essere informati, dell’essere sempre a conoscenza di ciò su cui si discute o ancora meglio si vota. Aveva più che ragione! Hai più che ragione Liz! Ed io faccio un mea culpa in questo senso perché ammetto che è capitato a volte che per mancanza di tempo e, perché no, anche per pigrizia, non fossi realmente informata e preparata. E questo non va bene. Ecco, questa è una dritta, un insegnamento che porterò sempre con me! Ho di fronte una minoranza che, come è stato sempre sottolineato, vanta anni di esperienza politica. Eppure io credo non sia affatto un buon esempio per noi giovani assistere a scenate di consiglieri che si alzano, escono dall’aula, gridano, sbattono pugni sui tavoli, con totale disinteresse per le regole, le buone maniere e risultando in alcuni casi anche scostumati (se posso permettermi). Ma quello che più mi lascia disgustata e senza parole è la cattiveria personale e non politica con la quale parlate di noi della maggioranza, delle nostre famiglie storicamente oneste a questa società. La società in cui voi tutti siete cresciuti, la società in cui noi stiamo crescendo, la società in cui cresceranno i nostri figli!

Io sono fiera ed orgogliosa di non far parte di questa parte di società cattiva, quella che cresce con il seme dell’odio personale che annaffiate ogni giorno utilizzando la sponda della stampa di parte villese, malata e rancorosa. Io ringrazio invece la mia famiglia per avermi permesso di far parte della società sana, pura, in cui ancora si crede in principi come la famiglia, la legalità, l’onestà, la trasparenza e che si riconosce in questa maggioranza, pochi ma leali con la città e non con il tornaconto personale, no con lo strumento del ricatto, no con il sotterfugio, no! Ringrazio Dio per essere la figlia di Nino Santoro e Maria Lo Caso, perché sono loro che mi hanno dimostrato come, dopo una vita di lavoro e sacrifici, si raggiungono le prime soddisfazioni personali e professionali. Sono loro che mi hanno insegnato ad affezionarmi ed a volere bene alle persone che incontro durante il mio cammino che è la vita non perché ricoprono una posizione di prestigio e possono per questo tornarmi utili prima o poi, ma perché l’amicizia, la lealtà e la stima reciproca sono altri valori preziosi nella vita! Sempre loro, mamma e papà, mi hanno spiegato di aiutare sempre gli altri, come e quando posso, perché tendere una mano a chi è in difficoltà ti riempie il cuore in una maniera incredibile. I miei genitori mi hanno inculcato il rispetto per il prossimo, per chi è più grande di me soprattutto, rivolgendomi in maniera sempre educata e pacata. “Sai Mariagiovanna, non importa se chi ti sta davanti non si comporta bene, si rivolge in maniera maleducata, ha atteggiamenti scorretti. Tu devi sempre distinguerti, non devi mai abbassarti ad un livello inferiore rispetto a quello che abbiamo cercato di trasmetterti!”. Queste le parole ricorrenti dei miei genitori. Questi sono proprio gli insegnamenti che mi hanno tenuta legata, e dico legata, a questa poltrona quando, durante i consigli comunali, ho sentito tutte le fesserie che si sono susseguite. Ecco perché, cara Lina Vilardi, non sono mai intervenuta se non per argomenti che interessavano direttamente le mie deleghe. Io non mi alzo in consiglio tanto per parlare, tanto per raccontare poi al mio elettorato che ho fatto l’intervento in consiglio se poi si rivela inconcludente, povero se non totalmente privo di contenuti.

Sa Presidente, un’altra cosa mi hanno insegnato mamma e papà: a non mancare mai di rispetto a nessuno, si! Ma, dall’altro lato, a non permettere a nessuno di mancarmi di rispetto, soprattutto gratuitamente! Oggi siamo qui, oggi sono qui, per rassicurare ognuno di voi, ognuno dei miei concittadini villesi della mia e nostra volontà di non mollare e soprattutto di perseverare con quella legalità che ci contraddistingue e che non è elemento di “confondimento sociale e politico” utilizzato da qualche associazione nata pochi mesi fa presentata dalla giornalista Caminiti e che oggi si scopre strumento di lotta politica. Hanno snaturato in pochi mesi la natura ed i principi per i quali era nata l’associazione, quei principi per i quali tutti noi dell’amministrazione, abbiamo favorevolmente aderito con altre associazioni villesi che oggi, dopo che noi consiglieri siamo stati accusati di essere dei criminali dalla stessa Re.Le. attraverso un sit-in, atteggiamento che le associazioni villesi, indignate, hanno decisamente condannato prendendo le distanze dal sit-in e decidendo di non aderire. Proprio per queste ragioni, sarebbe irrispettoso verso i villesi mollare adesso. Perché io, Mariagiovanna Santoro, dovrei dimettermi? Perché Aurora Zito dovrebbe dimettersi? E Giovanni Imbesi? Francesca? Massimo? Pietrone? Nino? Maria Grazia?? Giovanni? Noi siamo apposto con la mia coscienza, siamo tranquilli di essere nel giusto, non abbiamo niente da nascondere e siamo persone altrettanto corrette e sincere.

Se tra i banchi della minoranza c’è qualcuno che ha tutta questa voglia di dimettersi, che si dimetta pure! Se avete dubbi, perplessità, se non credete in questa macchina amministrativa prendetene le distanze e accomodatevi fuori. Sapete perché non lo fate? Perché vi piace là poltrone per denigrare chi vince, mentre chi ha tradito il consenso dei cittadini, Labate, Sofi, Ciccarello, sapete perché non si dimettono cari “giornalisti non di parte” e cari cittadini? Perché salirebbero al loro posto i primi 3 non eletti che rafforzerebbero questa maggioranza. Finitela di prendere in giro i villesi. E finitela tutti di utilizzare le disavventure degli altri per cavalcare onde che voi sperate vi portino chissà dove.  Presidente, mi appresto a concludere, rivolgendo il mio pensiero a Giovanni Siclari e, mi permetto, anche a tutta la sua famiglia. Essere investiti da una bufera, si perché anche se per altri quelli che è accaduto significa poco per una persona per bene come Giovanni (perché per me rimane una persona per bene) è una bufera. Io personalmente non lo auguro a nessuno e soprattutto non gioisco, come hanno gioito determinati giornalisti e determinati politici di opposizione, quando questo coinvolge terze persone, sia miei conoscenti che perfetti sconosciuti. Io e tutta la mia squadra siamo più che sicuri della buona fede di Giovanni, della sua estraneità ai fatti e non stiamo più nella pelle aspettando di poterlo riabbracciare e continuare a costruire insieme qualcosa per Villa San Giovanni. Non voglio però essere presuntuosa, non sta giustamente a me giudicare in bene o in male né Giovanni né chiunque altro. Saranno la magistratura, i giudici con i quali il Sindaco ha prontamente collaborato per ciò che riguarda la sua posizione, e tutti gli organi di giustizia a ciò preposti a mettere la parola “fine” a questa triste storia. Io sono fiduciosa, noi siamo fiduciosi, i cittadini responsabili sono fiduciosi, perché sappiamo tutti cosa succederebbe in caso contrario.

Vogliamo dimetterci tutti per avere un altro periodo di commissariamento nella speranza che si vada a votare prima della fine de nostro mandato e soprattutto nella speranza anche vincete per pensare finalmente al vostro interesse e continuare a denigrare il prossimo che vi sfida? Cari amici dell’opposizione, guardatevi. Siete nati per stare all’opposizione! Sapete perché? Perché la città conosce i suoi candidati e non si riconosce in voi soprattutto in chi ha tradito gli elettori abbandonando la maggioranza. Io sto con la legalità, io sto con la giustizia. E so che con questi principi vive la quotidianità il nostro Sindaco. Nella vita chi sbaglia paga, ed è giusto che sia così! Se il Sindaco ha sbagliato pagherà, ma devono essere i giudici a dirlo e non voi che vi ergete a giudici senza alcuna moralità e rispetto della magistratura. Non tocca a voi giudicare. Non si giudica a convenienza e per interesse personale. Se siete dei politici rispettate almeno la politica, la democrazia e la magistratura a cui tocca giudicare. Ricordo che tra le deleghe che il Sindaco mi ha assegnato c’è proprio quella alla Legalità, delega in cui lo stesso Giovanni crede particolarmente. Insieme a lui abbiamo organizzato convegni, manifestazioni, percorsi all’interno delle scuole, grazie alla preziosa collaborazione non solo delle dirigenti ma anche della Fondazione Antonino Scopelliti con la quale ho l’onore ed il piacere di potermi confrontare, in modo particolare con Rosanna Scopelliti e con la sua splendida collaboratrice Maria Cantone e ricordo a quest’aula ma soprattutto a Re.le e ai giornalisti ma, soprattutto, alla stampa di parte che la fondazione non ha condiviso il sit-in. I percorsi ed i confronti che stiamo portando avanti con la prestigiosa Fondazione, da cui cerco di trarre spunto e di cui faccio tesoro perché, a mio parere, mettono proprio in primo piano la legalità che è uno stile di vita, e che si deve palesare anche nella quotidianità. Dello stesso avviso è Giovanni Siclari, sempre attento a questi temi e sempre in campo a difesa di principi come la legalità. Questo, ed anche tanto altro, mi porta ad essere ancora più sicura della buona fede di Giovanni, al quale mando un sincero ed affettuoso abbraccio di supporto e vicinanza”.

Consigliera

Mariagiovanna Santoro