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Caos nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto: detenuto in isolamento aggredisce aggredisce e ferisce al volto un agente

Ancora un’altra aggressione nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, la denuncia del Sappe: “Fermiamo questa carneficina”

Ancora un’aggressione nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Un detenuto del terzo reparto, che da circa un mese era in isolamento precauzionale, ha aggredito un agente della Polizia Penitenziaria sfregiandolo al volto con un oggetto contundente. L’agente è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato in ospedale per l’applicazione dei punti di sutura e dovrà essere sottoposto ad altri accertamenti medici. Già in più occasioni il detenuto di nazionalità straniera si era reso protagonista di altri gravi episodi di violenza ai danni del personale del carcere, tra cui anche di sequestro di persona e minaccia nei confronti di un educatore e minaccia nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria. Quando era detenuto in un altro istituto penitenziario si è reso responsabile del ferimento di un sovrintendente procurandogli delle ferite da taglio al ventre.

A riportare la notizia di quest’ultima aggressione, il delegato Regionale Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) Antonino Donato, evidenziando la mancata applicazione della circolare del Capo del Dap che prevede il trasferimento dei detenuti pericolosi: “Piena vicinanza e solidarietà al collega coinvolto in data odierna nella vicenda e si comunica che verranno prese dei provvedimenti forti da parte di questa Organizzazione Sindacale, in prima l’interruzione di qualsiasi rapporto con l’amministrazione locale che sino adesso non ha saputo gestire determinate situazioni e si è mostrata insensibile alle continue segnalazioni provenienti da più parti. Chiederemo direttamente l’intervento del Prefetto e del Capo del Dipartimento e cercheremo di organizzare dei presidi permanenti dinnanzi la struttura barcellonese. Il personale ormai vive l’angoscia di non tornare più a casa per l’espletamento del proprio dovere e c’è una forte situazione che compromette seriamente la serenità anche delle famiglie degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Il SAPPE non permetterà più questa carnecifina e metterà in campo ogni utile iniziativa in tal senso“, afferma Donato.