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Autostrade: Arrigo, ‘pasticcio su indennizzo, si rischia lungo contenzioso’

Milano, 31 dic. (Adnkronos) – La gestione della revoca della concessioni ad Autostrade per l’Italia, così come si sta delineando con il decreto Milleproroghe, “è un grande pasticcio” da cui “difficilmente il Governo potrà fare marcia indietro”. Per Ugo Arrigo, economista ed esperto di trasporti, ci sarebbe stata una via più semplice, ovvero “due righe di legge per abolire la norma che nel 2008 aveva approvato la convenzione tra Anas e Aspi. Così si sarebbe rimediato al primo errore”. Interpellato dall’Adnkronos, il professore di Economia pubblica che insegna all’Università Bicocca si è fatto un’idea molto chiara su quale debba essere la strada da intraprendere. E ritiene che rimuovere per legge ora il lauto indennizzo in caso di revoca della concessione, clausola prevista dalla convenzione di dieci anni fa, sia “un modo molto tortuoso, tutt’altro che lineare, per raggiungere l’obiettivo: si usano delle norme per cambiare un contratto, e invece si dovrebbe rimuovere la convenzione stessa, o meglio il dettaglio delle regole che stabiliscono il rapporto tra concedente e concessionario”. E che all’epoca, sostiene, furono approvate in maniera anomala. Diversamente, afferma, “si rischia un contenzioso giuridico ancora più lungo e di cui è difficile prevedere esito”.
Quello che è sbagliato, argomenta il docente, fu il contratto di convenzione, “scritto in maniera molto favorevole ad Aspi”. Nel 2007, spiega Arrigo, il testo “incontrò diverse contrarietà: il Nars, l’organismo tecnico di consulenza del Cipe, diede parere negativo, ma poi nell’aprile del 2008 il governo Berlusconi mise l’approvazione della concessione in una norma di legge che si occupava di tutt’altro”. Quel contratto di concessione “non è stato approvato quindi con un decreto interministeriale infrastrutture-mef come sarebbe stato regolare oggi e anche allora, ma con una norma di legge e in maniera atipica, perché i parlamentari non sapevano cosa stavano approvando visto che il testo della convenzione sarà desecretato solo dieci anni dopo. Dunque il Parlamento ha approvato una concessione di cui non aveva conoscenza”.
Rimediando all’errore originario, non si cambierebbero le regole durante il gioco, ma “si azzererebbe tutto e le parti ricomincerebbero da capo”. Anche in questo caso, Autostrade per l’Italia si potrebbe rivalere, “ma non ci sarebbe più il diritto all’indennizzo” e , in più, chiedendo alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sull’illegittimità della rimozione della norma sulla convenzione, “potrebbe emergere che era incostituzionale anche l’approvazione della legge stessa sulla convenzione, complicando così il quadro”.