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Sicilia, biglietti aerei a prezzi proibitivi: scatta l’interrogazione al governo regionale

Caro voli in Sicilia, De Domenico interroga il governo regionale: “Perdurante attività speculativa nel settore delle tariffe dei voli aerei”. Orlando scrive al presidente Conte

Con maggiore anticipo rispetto agli altri anni si è presentata ancora una volta l’emergenza caro voli in prossimità delle festività natalizie e dei principali periodi feriali.

“L’incremento delle tariffe aeree, che accomuna tutti i vettori operanti in Sicilia, costituisce un’evidente forma di speculazione economica sull’ingente flusso di siciliani in rientro e in partenza dall’isola, in assenza di qualsivoglia forma di controllo pubblico sul diritto alla continuità territoriale, se non addirittura, almeno negli effetti per gli utenti, di un vero e proprio “cartello oligopolistico” tra i pochi vettori che gestiscono le tratte principali con l’aeroporto di Catania- commenta l’On. Franco De Domenico, deputato regionale del Partito Democratico.

Secondo De Domenico l’assenza per i siciliani di agevoli alternative nell’ambito del sistema dei trasporti (il disastro dei collegamenti ferroviari da Napoli in giù è tristemente noto) da un lato e la mancanza di un adeguato incremento dei voli nei periodi di maggiore domanda dall’altro, costringono chi deve recarsi in Sicilia, per necessità o per turismo, a sostenere il peso sempre più gravoso di tali pratiche commerciali vessatorie, ovvero a rinunciare al ricongiungimento con le proprie famiglie nei periodi di ferie, ovvero ancora, nel caso dei turisti, a rinunciare a visitare la Sicilia, atteso che il costo del viaggio spesso supera quello del soggiorno.

E dire che strumenti di pressione sull’Alitalia ce ne sarebbero tanti; non foss’altro per le ingenti risorse versate dallo Stato, in ragione della asserita strategicità della stessa (negli ultimi due anni oltre 1 miliardo e 250 milioni, da quando l’Alitalia ha cominciato ad avere problemi di bilancio oltre 10 milardi).

Già con una precedente interrogazione, la n. 657 del 15 gennaio scorso, avevo chiesto al governo regionale quali interventi intendesse adottare concretamente in relazione all’Accordo in materia finanziaria stipulato tra la Regione e lo Stato il 22 dicembre 2018, che autorizza l’adozione di misure di perequazione della condizione di insularità.

Oggi, le dichiarazioni rilasciate alla stampa dagli Assessori Marco Falcone e Gaetano Armao, mi fanno capire –continua De Domenico- che, a quasi un anno di distanza, non sia stato messo in campo alcun provvedimento utile a risolvere la questione in oggetto, né avviata alcuna seria interlocuzione con il Governo nazionale e con i vettori aerei.

Penso che i cittadini si aspettino, legittimamente, che la classe di governo eserciti la propria funzione risolvendo i problemi come quello in oggetto, e non già che si sottragga alle proprie responsabilità, unendosi al generale coro di protesta”. De Domenico ha quindi rivolto una interrogazione agli assessori Falcone e Armao per sapere se intendano avviare una tempestiva interlocuzione con il Governo nazionale e con le principali compagnie aeree operanti nella regione, ed in particolare con Alitalia, così come se stiano valutando la sussistenza delle le condizioni giuridiche ed economiche per investire della questione l’Antitrust e, infine se oltre ad invocare l’intervento dell’Enac a mezzo stampa, si sia effettivamente provveduto in questi mesi ad investire della questione in oggetto l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e con quali esiti.

Tariffe aeree sempre più care, Orlando scrive al presidente Conte: “Necessario un tavolo di confronto per trovare soluzioni che garantiscano la continuità territoriale con il resto del Paese”

Negli ultimi anni, a fronte di un aumento delle tratte internazionali da e verso gli aeroporti della Sicilia, si è assistito ad una progressiva diminuzione dell’offerta di trasporto aereo in collegamento con le principali destinazioni nazionali, in particolare Roma e Milano Malpensa. Ciò si è accompagnato ad una politica tariffaria, soprattutto da parte della compagnia di bandiera, che certamente non favorisce i collegamenti, siano essi per i residenti nell’Isola, per i turisti o per chi si sposta per lavoro. Tale situazione, unita alla clamorosa carenza di soluzioni realisticamente alternative al trasporto aereo (basti pensare che Trenitalia offre un solo treno giornaliero con destinazione oltre Roma in partenza da Palermo ed uno in partenza da Catania), costituisce un grave danno per l’economia ed una palese disattenzione per le esigenze dei cittadini siciliani”.
Questo quanto sottolineato dal presidente dell’AnciSicilia, Leoluca Orlando, in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, al Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone.

Occorre adottare, – continua Orlando nella lettera – prendendo formalmente atto della naturale condizione di insularità della Sicilia, provvedimenti e politiche conseguenti, che mettano fine ad una situazione sempre più insostenibile e favoriscano il potenziamento del trasporto da e per la regione a tariffe calmierate. Credo che in tal senso sia quindi necessario avviare al più presto un confronto che coinvolga tutti gli attori e soggetti istituzionali nazionali e regionali interessati, con un tavolo di confronto tecnico-politico ad hoc, che prenda in seria considerazione l’applicazione di misure analoghe a quelle applicate alla Sardegna al fine di garantire in concreto la continuità territoriale con il resto del Paese”.