Reggina, apprensione per la trasferta di Rieti: i tifosi non vogliono la vittoria a tavolino. Quante cose sono cambiate in pochi mesi…

Reggina Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

La Reggina a Rieti potrebbe non giocare e intascarsi i tre punti, ma è quello che nessun tifoso della squadra amaranto (paradosso) vorrebbe

“Non vedo l’ora che arrivi domenica, aspetto con ansia la prossima partita della Reggina. E’ una delle frasi che, per le vie della città, negli ultimi mesi sentiamo pronunciare spesso. Ed è bellissimo. Dopo anni di disinteresse, come da più parti è stato detto (e come si auspicava il presidente amaranto Luca Gallo), si torna finalmente a parlare della squadra amaranto. Che gioca, vince, distrugge record e fa divertire la sua gente.

Proprio per questo motivo, i tifosi amaranto fremono per la prossima tappa che attende capitan De Rose e compagni, la trasferta di Rieti. Purtroppo, però, in questo momento è alto il rischio che l’ansia, l’adrenalina e la tensione che precedono la gara, restino tali. La situazione societaria ed economica attuale del club laziale è sempre più grave, con mancati stipendi ai calciatori, repentini cambi di proprietà, scioperi annunciati dai tesserati e continui comunicati stampa.

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In altra pagina abbiamo spiegato quali potrebbero essere gli scenari in vista di domenica. Salvataggio in extremis (con stipendi garantiti entro domenica) e partita regolarmente disputata, nessuna novità fino al giorno della sfida e possibile sciopero della prima squadra (con utilizzo della Berretti a salvare il salvabile), rischio che la gara non si disputi del tutto.

E i tifosi della Reggina? Bella domanda. I supporters amaranto vorrebbero invadere Rieti, un po’ come fatto nelle ultime trasferte, ma l’incertezza regna sovrana. La “paura” più grande, però, è quella di non poter assistere ad una partita “vera” della squadra dello Stretto. E’ quella di non poter esultare ad un gol di Corazza o Denis. E’ quella di non poter gridare, come ormai successo nelle ultime settimane, “la Reggina ha vinto!” Un paradosso, se si pensa che la band di Toscano potrebbe intascarsi tre punti bella tranquilla e senza tante fatiche, ma fino ad un certo punto. Sì, perché è tanta, ad oggi, la voglia di veder giocare la squadra amaranto, che un tifoso preferirebbe addirittura perdere  (si fa per dire) a patto di poter vivere 90 minuti di partita. Come evidenziato all’inizio (testimonianza di chi scrive), non si aspetta altro che la domenica e la partita della Reggina, come ai bei tempi. Sapere che questa, di domenica, Reginaldo e compagni potrebbero non giocare, è la peggiore sconfitta attuale (calcistica) per un tifoso amaranto.

E basta un confronto, poi non molto lontano, per rendere l’idea di quanto scritto. Poco meno di un anno fa, esattamente il 26 dicembre del 2018, l’undici dell’allora tecnico Cevoli affrontava in trasferta un Matera in difficoltà, che schierava in campo la Berretti e che di lì a poco verrà escluso dal campionato. La Reggina vinse 0-6 e il successo, in quel momento, fu “afferrato al volo”. Il club dello Stretto aveva da poco attraversato il suo, di momento negativo, con l’avvento del nuovo patron Luca Gallo (ancora non presidente ufficialmente) che aveva provveduto al pagamento delle mensilità arretrate. Quella gara, vinta in trasferta, diede lo slancio per un entusiasmo sempre crescente. Ma sia la società che l’ambiente colsero un’opportunità (non bella, perché sfruttata da una società in difficoltà) per “respirare”.

E ad oggi? Ad oggi, un anno dopo, la situazione è cambiata. Nettamente. L’entusiasmo è ancora più alto, alle stelle. Tutti aspettano la Reggina e “la partita della Reggina”. Non giocare, o giocare contro la Berretti avversaria, significherebbe vittoria certa. E non è bello. Non è bello innanzitutto perché, purtroppo, il tutto nascerebbe da una situazione non di certo positiva, legata alle difficoltà di un club, quello avversario, che potrebbe rischiare di scomparire. Ma anche, e soprattutto, non è bello perché questa Reggina vuole giocarsela. Sul campo. Lottando e avendo la meglio dell’avversario, come quasi sempre accaduto in questa stagione. “Vogliamo esultare, noi. E soffrire. Perché… i tempi belli sono tornati…”


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