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Miccichè: “Da M5S e Pd agguato in aula, non rispettati gli accordi”

Palermo, 7 nov. (Adnkronos) – (di Elvira Terranova) – “E’ stato un agguato bello e buono. C’era un accordo con il Pd e il M5S per l’approvazione dei primi cinque articoli della riforma sui rifiuti. Era tutto concordato. Ma, ancora una volta grillini e Pd, non hanno rispettato gli accordi. Sono veramente amareggiato”. A parlare, in un’intervista all’Adnkronos, è il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, che è “molto arrabbiato” per quanto avvenuto ieri sera in aula durante l’approvazione del disegno di legge sui rifiuti. Miccichè era assente perché a letto con la febbre alta. “Ma nonostante la febbre a 39, nel primo pomeriggio, mi sono messo al telefono a chiamare tutti per chiudere l’accordo e mi avevano tutti rassicurati. Poi è saltato tutto. E non è la prima volta che succede. E’ la seconda volta in tutta la legislatura che le opposizioni vengono meno a un accordo concluso. E così non va bene…”.
“Io sono sempre stato rimproverato perché dicono che aiuterei troppo le opposizioni, e poi loro vengono meno agli accordi politici raggiunti. Non funziona così- dice ancora Miccichè – Tra l’altro ieri avevo anche chiesto di rinviare la seduta a martedì prossimo, visto che io sono a letto con l’influenza, e che ci sarebbe stata in maggioranza una persona in meno. Ma hanno preferito di no. E io ho acconsentito, chiedendo di non avere sorprese in aula. Invece c’è stato l’agguato”.
Ma cosa è successo ieri sera? Il primo articolo della riforma sui rifiuti, fiore all’occhiello del Governatore Musumeci, è stato impallinato con il voto segreto. Un articolo che dettava praticamente tutti i principi della norma. Dal suo scranno Nello Musumeci non ha nascosto tutta la sua ira. “La legge sui rifiuti che deve mettere ordine e contrastare la criminalità organizzata non si può fare con un Parlamento che si nasconde dietro il voto segreto – ha detto alzando la voce- Chi è che non ha il coraggio di metterci la faccia insieme al nome e cognome? Chi vuole nascondersi dietro uno strumento di viltà? Dopo un anno dalla presentazione del disegno di legge sulla riforma da parte del governo e ventinove sedute di Commissione, una parte dell’Assemblea regionale ha deciso di bloccare tutto. Qualcuno, fuori dal Palazzo, brinda e ringrazia”. Ha anche attaccato il Presidente della Commissione antimafia regionale Claudio Fava. “è questa la sua etica?”, gli ha chiesto. E Fava ha replicato: “Stiamo facendo confusione fra la legge che si occupa della governance e il piano”.