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Mafia: poliziotto ‘Scarantino non si è mai lamentato di maltrattamenti a Pianosa’

Caltanissetta, 8 nov. (Adnkronos) – Vincenzo Scarantino, nel periodo in cui era detenuto nel carcere di massima sicurezza di Pianosa “non si è mai lamentato di maltrattamenti in carcere”. A dirlo, deponendo al processo sul presunto depistaggio sulla strage di via D’Amelio, è l’ispettore di Polizia Giampiero Guttadauro, che faceva parte del gruppo investigativo ‘Falcone e Borsellino’ che indagava sulla strage. Alla sbarra tre poliziotti, Mario bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, accusati di calunnia aggravata in concorso. Guttadauro, che oggi presta servizio alla Squadra mobile di Trapani, rispondendo ai pm Stefano Luciani e Gabriele Paci, ricorda il periodo in cui era stato inviato dall’allora dirigente della Squadra mobile Arnaldo La Barbera a seguire Scarantino, dal 4 al 15 luglio 1994, quando l’ex pentito aveva iniziato a collaborare con la giustizia. Scarantino aveva raccontato in aula di “maltrattamenti e torture” subiti a Pianosa fino a quando a iniziato a collaborare con la giustizia. “Lì mi hanno tolto pure l’aria che respiravo”, aveva detto ai pm. “Fino a quando non ho chiesto di collaborare, là era diventata una cosa insopportabile, non ce la facevo”.
L’ispettore Guttadauro racconta di essere stato mandato a Pianosa, carcere di massima sicurezza “per fare presenza”. “La mattina arrivavo verso le 10.30-11, entravo in carcere, ci mettevano in una stanzetta, e il collega davanti alla porta della Polizia penitenziaria – racconta – Stavo tre al massimo quattro ore. Io dovevo andare là per vedere come trattavano Scarantino, se lo trattavano male. Non avevo altri ordini”. Alla domanda del procuratore aggiunto Gabriele Paci “se c’erano disposizioni scritte” ha risposto che “non c’erano. Me le dava Arnaldo La Barbera. Poi Scarantino tornava nella cella e se aveva bisogno di qualcosa, ad esempio, di avere un panino, chiamava me. Capisco che questo servizio poteva essere fatto dalla Polizia penitenziaria, ma se un procuratore come Tinebra diceva a la Barbera di mandare personale a Pianosa a fare questo servizio di sicurezza in un carcere di massima sicurezza… In quelle tre o quattro ore, c’era un atrio, c’era stanzetta”.
Alla domanda se Scarantino parlava di stragi, Guttadauro ha detto “No. Non ne parlava, parlava di donne e sigarette, non mi ha parlato di nessun tipo di attività di reato commesso”. ha ribadito : “Non c’era motivo di fare relazioni. Non dovevamo verbalizzare niente, diceva La Barbera, io gli chiedevo se dovevo relazione e lui disse di no, solo a fare presenza”.