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Mafia: ‘messaggero boss in carcere’, arrestato assistente parlamentare/Adnkronos

Palermo, 4 nov. (Adnkronos) – (di Elvira Terranova) – I giudici Falcone e Borsellino? “Vittime di un incidente sul lavoro”. Parole agghiaccianti, accompagnate da una grande risata, pronunciate, senza sapere di essere ascoltato dalle cimici della Dda di Palermo, da Antonello Nicosia, 48 anni, l’assistente parlamentare arrestato all’alba di oggi dalla Guardia di Finanza e dal Ros dei Carabinieri con l’accusa di avere fatto il ‘postino’ di detenuti mafiosi dal carcere all’esterno. Con Nicosia sono finite in carcere altre quattro persone: il boss di Sciacca Accursio Dimino, 61 anni, Paolo e Luigi Ciaccio, entrambi di 33 anni, e Massimiliano Mandracchia, 46 anni, tutti di Sciacca. Parallelamente all’esecuzione dei fermi, i militari hanno sequestrato agli indagati disponibilità finanziarie e patrimoniali, tra cui un’imbarcazione.
Antonello Nicosia, senza sapere di essere intercettato, parla a ruota libera e non risparmia gli insulti al giudice Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Così, al suo arrivo all’aeroporto di Palermo, salendo in macchina, mentre conversa con un amico dice: “Bisogna cambiare nome a questo aeroporto, perché i nomi Falcone e Borsellino evocano la mafia. Perché dobbiamo sempre ‘arriminare’ (rimestare ndr) la stessa merda? Ma poi sono vittime di che cosa? Di un incidente sul lavoro, no?. E scoppia a ridere. “Ma poi quello là (Falcone) non era manco magistrato quando è morto, non esercitava – dice ancora Nicosia -. Perché l’aeroporto non bisogna chiamarlo Luigi Pirandello? O Leonardo Sciascia? E che cazzo, va. O Marco Polo?”, conclude ancora ridendo.