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Imprese: Cgia, penultimi in Ue per investimenti esteri, Paese poco attrattivo (2)

(Adnkronos) – In Italia, infatti, sottolinea Zabeo, “si avverte in molti strati della società e della Pubblica Amministrazione una cultura del sospetto verso gli imprenditori che condiziona negativamente la crescita e lo sviluppo”.
Secondo gli ultimi dati Istat disponibili (anno 2017), le multinazionali, ovvero le imprese a controllo estero residenti in Italia, sfiorano le 15.000 unità, danno lavoro a poco più di 1.350.000 addetti e producono 572,3 miliardi di euro di fatturato all’anno. “Sebbene siano sempre più diffuse nel settore dei servizi e meno nel comparto industriale – osserva il segretario della Cgia, Renato Mason – le multinazionali estere sono comunque una componente importante della nostra economia, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto. Ricordo, inoltre, che in termini di lavoro queste realtà occupano direttamente il 6 per cento circa di tutti gli addetti presenti in Italia e concorrono a produrre poco più del 17 per cento del fatturato nazionale”.
L’elenco delle big company straniere più importanti che nel 2019 sono state al centro della cronaca sindacale sono: ArcelorMittal (Taranto), Bekaert (Incisa Valdarno ‘ Fi), Bosch (Bari), ex-Embraco (Riva di Chieri ‘ To), Unilever (Verona) e Whirlpool (Napoli). Tra i grandi marchi del ‘made in Italy” che stanno vivendo momenti difficili segnaliamo Alitalia (Roma), Ferriera (Trieste), Gruppo Ferrarini (Reggio Emilia), La Perla (Bologna), Pernigotti (Novi Ligure ‘ Al) e Stefanel (Ponte di Piave ‘ Tv).