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Ecomafie, la Commissione d’inchiesta conclude le audizioni a Catania: c’era anche il sindaco di Messina. Dati allarmanti: in Sicilia l’83% dei depuratori opera senza autorizzazione

Vignaroli: “In Sicilia orientale abbiamo trovato una situazione molto grave, in cui si fa ben poco per tutelare il mare. Un esempio su tutti è Augusta, dove scarica a mare anche l’ospedale”

La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha concluso il suo ciclo di audizioni presso la prefettura di Catania.
Nella giornata di ieri la Commissione ha audito i rappresentanti di Arpa Sicilia: il direttore generale Francesco Vazzana, il direttore tecnico Vincenzo Infantino e il dirigente della struttura Controlli Salvatore Caldara, accompagnati da tecnici delle strutture territoriali di Catania, Messina e Siracusa. Questa mattina invece sono stati sentiti il vice prefetto vicario facente funzioni di Siracusa Filippo Romano, il vice sindaco di Siracusa Pietro Coppa, i sindaci di Messina Cateno De Luca, di Augusta Maria Concetta Di Pietro e di Milazzo Giovanni Formica, e il presidente di Sicindustria Messina Ivo Blandina.

Dall’audizione dei rappresentanti di Arpa è emerso che a livello regionale, per quanto riguarda i controlli negli impianti di depurazione, l’agenzia non riesce a soddisfare le frequenze previste dal Testo unico ambientale a causa della carenza di personale. Secondo quanto dichiarato, circa il 75% dei depuratori viene controllato almeno una volta all’anno, dando precedenza agli impianti con capacità di almeno 50mila abitanti equivalenti. Sempre secondo quanto riferito, circa il 50% dei controlli ha dato origine a proposte di sanzioni amministrative. Durante l’audizione dei rappresentanti di Arpa è stata inoltre fatta una panoramica degli impianti di depurazione della Sicilia orientale.

Il viceprefetto vicario facente funzioni di Siracusa Filippo Romano ha dichiarato sul territorio di sua competenza si registra un allarme sociale connesso alla percezione dell’inquinamento da parte della popolazione. Gli amministratori locali hanno riferito in merito alla depurazione delle acque reflue sul loro territorio.

In particolare, il sindaco di Messina Cateno De Luca, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Dafne Musolino e dal presidente di Amam Salvo Puccio, ha parlato delle ordinanze emesse dal Comune riguardanti sia gli scarichi abusivi nel lago di Ganzirri sia quelli nei torrenti. Nello specifico, secondo quanto riferito il Comune di Messina non ha al momento un’anagrafe di tutti gli scarichi autorizzati presenti: banca dati che si sta cercando di ricostruire chiedendo la documentazione relativa a ogni immobile.

Il sindaco di Augusta Maria Concetta Di Pietro ha spiegato che nella città la rete idrica versa in cattive condizioni, senza interventi di manutenzione da anni. Ad Augusta non c’è un depuratore delle acque reflue urbane e, secondo quanto riferito dal sindaco, anche l’ospedale Muscatello scarica i propri reflui nella rada. L’audita ha inoltre evidenziato come, nonostante le ordinanze di divieto, si continui a pescare nella rada pesce con elevati livelli di mercurio e per questo inadatto all’alimentazione umana.
La Commissione tornerà in Sicilia per audizioni e sopralluoghi nella parte occidentale della regione.
In Sicilia orientale abbiamo trovato una situazione molto grave, in cui si fa ben poco per tutelare il mare, una risorsa fondamentale. Un esempio su tutti è Augusta, dove scarica a mare anche l’ospedale. Vorrei anche evidenziare la questione delle autorizzazioni. L’83% dei depuratori di reflui urbani opera senza autorizzazione in corso di validità. I tempi per il rilascio da parte della Regione sono lunghi e capita anche che chi chiede l’autorizzazione lo faccia senza prima preoccuparsi di mettere tutto in regola e avere tutti i requisiti“-dichiara il presidente della Commissione Stefano Vignaroli.