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Addio a Sergio Tralongo, la toccante lettera del Parco Nazionale d’Aspromonte: “Ciao Direttore, ci mancherà il tuo sorriso”

SERGIO TRALONGO

La toccante lettera d’addio al Direttore del Parco Nazionale Sergio Tralongo, naturalista reggino scomparso improvvisamente e prematuramente all’alba di Mercoledì 20 Novembre

Riportiamo di seguito la toccante lettera con cui l’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte ha voluto salutare il suo Direttore, Sergio Tralongo improvvisamente e prematuramente scomparso mercoledì scorso.

Ciao Direttore.
Galantuomo, il direttore era un galantuomo. Una persona perbene.
Il suo garbo resterà nei nostri ricordi,
la sua gentilezza e la sua capacità di comprendere gli altri ci accompagneranno perché non lo dimentichiamo.

Il direttore era un grande professionista,
di indiscusse capacità e di riconosciuto valore.
Quello che lui ha seminato ci accompagnerà,
perché starà a noi raccogliere.

Il direttore raccontava il Parco con ironia e sottile intelligenza,
catturava chi lo ascoltava per la sua competenza
e per quel modo diretto di conversare anche quando parlava di grandi e importanti temi.

Il direttore era un sognatore.
Sognava di fare grande il suo Aspromonte,
che portava nel cuore da quando era bambino.

Il direttore era concreto.
Sognava e lavorava per realizzare quei sogni con passione, forza, determinazione e coraggio.
Chi lo ha conosciuto ne ha compreso la genuinità,
apprezzato la bontà d’animo e la grandezza di spirito,
oltre che l’amore per la sua terra che lo ha richiamato.
Chi ha lavorato con lui ha compreso le sue capacità e le sue doti, ha trovato non solo un direttore, ma anche un collega, un amico.
Sempre attento, sempre corretto e sempre disponibile.
Oggi lo salutiamo, immaginandolo in quel cielo che amava scrutare per passione.

Perdiamo un grande Uomo,
perdiamo un Signore.
Mancherà a tutto l’Ente Parco,
mancherà alle Comunità,
mancherà al popolo dell’Aspromonte.
Mancherà alla nostra montagna, ai falchi e alle Faggete, agli scoiattoli e alle Querce.

Mancherà a tutti, il nostro Direttore.
Nessuno potrà cancellare le sue tracce, disseminate con cura, pazienza, affetto.
Tracce indelebili che tutti noi ci impegneremo ogni giorno a rimarcare,
affinché non vengano perse.
La nobiltà dei valori che ne hanno contraddistinto, non solo l’attività professionale, ma anche e soprattutto i rapporti umani, saranno per noi non un semplice ricordo, ma una guida fulgida.
Perdiamo un grande Uomo e un grande professionista che ha messo la sua cultura a disposizione del nostro territorio, proiettando il Parco Nazionale dell’Aspromonte su scenari internazionali:
un Parco preso ad esempio positivo nel Mondo per i progetti e per le attività di protezione e valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e naturalistico.
Ci ha dato fiducia
e forse è questo il suo miglior lascito:
la fiducia nei confronti delle persone e della sua terra.

Ci ha guidato standoci a fianco.
È stato amico, fratello e padre con chi lavorava con lui.
Uno al fianco dell’altro, sempre.
Ci ha emozionato il Direttore,
con la sua passione e la sua capacità di essere presente con discrezione, nelle questioni personali prima che lavorative:
la sua spalla e le sue parole ci hanno confortato tante volte.
Oggi manca il sorriso, la battuta sagace, lo sguardo, la signorilità.
Manca quel che non può tornare, ma che, per fortuna, è stato.

E l’accettazione non riesce ad affacciarsi,
perché dietro la porta che si apre, ti aspetti ancora di vederlo salutare e sorridere.
E ci servirebbe, adesso, una sua frase o un suo sorriso,
per confortarci in questo momento di infinita tristezza e di vuoto incolmabile.

Ciao Direttore,
ciao Sergio,
ciao amico,
dal nostro e dal tuo Aspromonte.

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