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Umbria: Conte va avanti e chiede più unità, non si tiri governo per la giacca/Adnkronos

Roma, 28 ott. (Adnkronos) – Un funambolo solitario, sempre più in equilibrio precario. Giuseppe Conte cita ‘Meraviglioso’ di Domenico Modugno, ricorda l’essenzialità delle cose che contano -‘il sole, il cielo, il mare’- davanti a una debacle elettorale che era difficile immaginare più amara. Di buonora sente Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti per una “cordiale” riflessione sul voto. Poi affronta gli appuntamenti in agenda col sorriso imperturbabile, rimarca che sì, l’Umbria è un test elettorale da non sottovalutare, ma siamo su un “piano diverso” rispetto all’azione di governo. Tradotto: l’esecutivo va avanti e farebbero meglio, gli alleati, a non tirarlo per la giacca.
Non gradisce, Conte, che il governo venga messo in discussione dalle stesse forze di maggioranza che lo sostengono. Passi l’opposizione, che fa il suo. Le parole di Matteo Renzi hanno colpito nel segno, e anche quelle di Luigi Di Maio, che chiede di sciogliere i nodi sulla manovra e di dettagliare di più il programma di governo, magari passando per un contratto messo nero su bianco. Segnali di debolezza, ragiona chi è vicino al premier, che finiscono per frenare la forza riformatrice che Conte avoca al suo governo.
Ma c’è dell’altro. Se Di Maio a poche ore dal voto umbro ha già celebrato il de profundis per le alleanze sul territorio, il presidente del Consiglio ci crede ancora. L’Umbria è solo un primo test, per Conte, con le sue peculiarità, non ultime le ferite inferte dal terremoto e da una ricostruzione che stenta a decollare. In altre realtà un’alleanza potrebbe portare buoni frutti, è il ragionamento. Sbagliato decretarne subito la fine.