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Trenitalia, vittoria per la signora Panzera: “la Cassazione riconosce il diritto all’assunzione anche se l’altezza è inferiore a 1,60 m”

Trenitalia

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di Trenitalia, confermando la sentenza della Corte di appello di Roma, che aveva riconosciuto il diritto della signora Vincenza Panzera ad essere assunta nelle mansioni di capo servizio treno, anche con una altezza inferiore a 1,60 m

“Importante decisione della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, che con l’ordinanza n. 27729 del 2019, pubblicata oggi, ha confermato un fondamentale principio in materia di limite di altezza per l’assunzione nel gruppo delle Ferrovie dello Stato”, è quanto afferma l’avv. Filomena Pellicanò. “La Suprema Corte – prosegue- ha rigettato il ricorso proposto da Trenitalia, confermando la sentenza della Corte di appello di Roma, che aveva riconosciuto il diritto della signora Vincenza Panzera ad essere assunta dalla società Trenitalia nelle mansioni di capo servizio treno, anche con un’altezza inferiore a 1,60 m. Tale decisione ha grande importanza, perché conferma che per svolgere le mansioni di capo servizio treno non occorre possedere un requisito staturale ritenuto indispensabile da Trenitalia e la cui assenza è, quindi, motivo di esclusione a priori dei candidati. Enorme, dunque, la soddisfazione dell’avv. Filomena Pellicanò, che ha già ottenuto importanti successi in questa materia. Difatti, la Corte di Cassazione, con sentenza del 2013, aveva già confermato altra decisione della Corte d’Appello di Roma, la quale aveva accertato che il requisito dell’altezza richiesto dal datore di lavoro (sempre Trenitalia S.p.A.) non era in concreto funzionale alle mansioni da svolgere.Si auspica, pertanto, che questa ulteriore situazione faccia cambiare indirizzo alla società Trenitalia, che fino a qualche mese fa ha dichiarato l’inidoneità al servizio di ragazze con una altezza inferiore a 160 cm”, conclude l’avv. Pellicanò.

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